Luis Suarez sulla Collaborazione – parte 1

30/05/2011

In preparazione del prossimo Social Business Forum di Milano, il prossimo 8 giugno, ho avuto la grande fortuna di poter intervistare Luis Suarez, uno dei miei guru sul tema dell’utilizzo dei social media in azienda per favorire la collaborazione e la condivisione della conoscenza nelle organizzazioni.

L’intervista è stata fatta il 18 maggio, via skype; le domande erano pronte da qualche giorno prima, per iscritto; l’intervista è stata sbobinata in 24 ore e ha dato materiale che è finito in due post sul blog Mimulus, “On Collaboration: interview with Luis Suarez (first part)” il 23 maggio e “On Collaboration: interview with Luis Suarez (second part)” il 26 maggio, ripubblicati nel blog SBF il 23 maggio e il 26 maggio e ripresi dallo stesso Luis in due post dal titolo “Social Business Forum – On Collaboration by Luis Suarez” e “Social Business Forum – On Collaboration by Luis Suarez Part Deux“.

Beh, non si può certo dire che quei quaranta minuti non abbiano fruttato: quatto post, due ripubblicazioni e un altro post in programma, a parte questo. Diciamo che avrei materiale per i prossimi 50 post, tanta è la ricchezza delle sue risposte! Mi limiterò a sintetizzare di qui all’estate il suo punto di vista sui temi che gli ho proposto.

Ultima nota prima di iniziare questo post: Luis mi ha ringraziato più di una volta, sul suo blog e su Twitter per l’intervista e il tempo che gli ho dedicato. Sono senza parole! Viene invitato a parlare in grandi convegni in tutto il mondo, mi concede 40 minuti del suo tempo e mi ringrazia pure! Io ringrazio lui!

Nota biografica per chi non conosce Luis: specializzato sui temi del Knowledge Management, della Collaboration e delle Community online, lavora da 14 anni per IBM. Fa parte di un gruppo denominato BlueIQ che si occupa di evangelizzare i suoi colleghi sparsi in tutto il mondo sul social computing e il social networking. Ciò di cui abbiamo parlato nell’intervista è il suo pane quotidiano.

Primo tema – E’ possibile collaborare lavorando in remoto? Dalla chiacchierata con Luis ho capito che la domanda è, in un certo senso, mal posta. Non è una questione di “possibilità” ma è una questione di “necessità”. Oggi è necessario imparare la collaborazione online. Strumenti come il blog, il wiki, il microblogging e l’instant messaging sono occasioni formidabili per attuare ciò che un tempo non era nemmeno immaginabile. La necessità non riguarda solo le grandi multinazionali, con dipendenti sparsi in tutto il mondo e a tutti i fusi orari. Riguarda anche le piccole imprese, anche noi che nel nostro piccolo abbiamo collaboratori, clienti, fornitori e partner in tutta Italia.

Ricordo agli inizi della mia carriera professionale (e parliamo di appena 25 anni fa), sia con i clienti che con i colleghi ci si diceva “Di questo ne parliamo il primo giorno che sei qui”. L’unica possibilità di “raccontarsi cose” era legata all’incontro fisico, al vedersi di persona. Per questo dall’insorgere di una questione o di un’idea al momento in cui la si affrontava potevano trascorrere settimane (si lavorava molto in trasferta).

Il cosiddetto “allineamento” (quando ci si scambiano informazioni, notizie e opinioni così da trovarsi, poi, sulla stessa linea, completamente aggiornati sullo stato delle cose) era una pratica offline.

Oggi è possibile farlo online; è possibile tenersi aggiornati sulle notizie, sui fatti, sulle impressioni nel momento stesso in cui queste si manifestano. Ed è possibile avere un feedback pochi minuti dopo. Oggi è possibile “mantenersi” sulla stessa linea ogni istante.

Noi non sappiamo usare a dovere questi strumenti. E’ un fatto; e in questo il web non ci aiuta perché l’interpretazione che più facilmente diamo a questi strumenti è: il blog serve a dire quello che si pensa sulle cose, il wiki è wikipedia, il microblogging è lo status update di facebook e l’instant messaging serve per conversare con gli amici.

Il risultato che osserviamo nelle organizzazioni è: giornate passate di riunione in riunione e ore passate al cellulare. Racconta Luis di aver chiesto una volta a un manager cosa ne pensasse delle 6-7 riunioni al giorno. Risposta “Inutili”. Domanda” Perché ci vai”. Risposta “Perché altrimenti pensano che io non stia lavorando!”

Mentre le riunioni, sempre secondo Luis, devono servire a ratificare decisioni già prese collaborando online.

(segue, appena ho tempo :))

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