<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
    <title>intranetlife</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/" />
    <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/atom.xml" />
   <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife/1</id>
    <link rel="service.post" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1" title="intranetlife" />
    <updated>2008-08-25T07:17:46Z</updated>
    <subtitle>Roberto Cobianchi</subtitle>
    <generator uri="http://www.sixapart.com/movabletype/">Movable Type 4.1</generator>
 

<entry>
    <title>Cellulari e web: confronto diretto</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/08/cellulari_e_web_confronto_dire.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=205" title="Cellulari e web: confronto diretto" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.205</id>
    
    <published>2008-08-25T09:41:52Z</published>
    <updated>2008-08-25T07:17:46Z</updated>
    
    <summary>Does your company run a brochureware website? It&apos;s like someone still owning an ancient heavy Motorola 8700. Is your company deploying a SecondLife project? It&apos;s like people who bought the last trendy PDA without any clear reason.</summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="strategia" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/francescafabbri/1435086398/" title="Incrocio di cielo di la_frà, su Flickr"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1326/1435086398_adcca9fc90_m.jpg" width="180" height="240" alt="Incrocio di cielo" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a> Noi italiani siamo un popolo di amanti dei <strong>cellulari</strong>. </p>

<p>Da oltre 15 anni l'Italia è leader mondiale nell'adozione della telefonia mobile. Nel 2004 La Repubblica annunciava: "<a href="http://www.repubblica.it/2004/c/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulari/cellulari/cellulari.html">C'è chi ne ha anche quattro</a>". L'ultimo rapporto Istat "<a href="http://www.istat.it/dati/catalogo/20080429_00/">L'uso dei media e del cellulare in Italia</a>" (maggio 2008) rileva che <strong>il 93% degli italiani ha un cellulare</strong> in tasca, come l'80% dei bambini tra gli 11 e i 14 anni. </p>

<p>Beh, pare che di telefonini ce ne intendiamo parecchio. Mentre ci teniamo ancora alla larga dal web, e in particolare dai <strong>modelli di business legati a internet</strong>, e restiamo ben sotto la media europea di utilizzo.<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Questa è una breve storia. Partiamo dall'inizio - che, in quanto inizio, è difficile da collocare nel tempo: pensate al <strong>primo </strong>dei vostri amici <strong>che comprò un telefonino</strong>. Lo guardavamo tutti come se fosse un mostro, con un misto di orrore e (parecchia) invidia.</p>

<p>Poi venne l'autunno 1998: <strong>il mio primo cellulare</strong>, un Ericsson rosso scuro. E se prima di avere un cellulare stavo benissimo senza, avendo per le mani il primo di una modesta serie (da un Ericsson a una serie di Motorola, a un breve ritorno all'Ericsson e, infine, al definitivo approdo alla sfilza di Nokia) non potei più farne a meno. </p>

<p>La fine di questa storia coincide con <strong>la fine dell'umanità-sprovvista-di-cellulare</strong>. Ricordo benissimo l'ultimo amico a cedere: era un mio collega in Università, che fu letteralmente costretto dal prof. all'acquisto. Era l'ultimo esemplare di una specie in estinzione, e molto a malincuore dovette adeguarsi al resto del mondo. Se non ricordo male era il 2002, e anche lui, l'ultimo - proprio come il primo - lo guardavamo come se fosse un mostro, con un misto di orrore e (solo un pizzico di) invidia.</p>

<p>Ma che c'entrano i telefonini con gli strumenti e gli sviluppi del web legati al business e al fare impresa? <br />
<strong><br />
0. PREMESSA</strong></p>

<p>Le persone che oggi non hanno un cellulare, in un certo senso, sono fuori dal mondo. Le aziende e gli enti che non hanno una presenza online, in un certo senso, <strong>non esistono</strong>. C'è chi fa, l'una o l'altra cosa, per scelta; ma credo che si tratti di una minoranza davvero trascurabile.</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="motorola 8700.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/motorola%208700.jpg" width="74" height="170" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span><strong>1. IL SITO STATICO</strong></p>

<p>Ti vanti di avere un sito aziendale? Guarda che, se si tratta del solito sito statico con una decina di paginette, qualche scheda di prodotto e niente più (magari pure in Flash...), è come se tu avessi oggi il <strong>Motorola 8700</strong>, quel cellularone plasticoso gigante. Davvero ti senti <em>in</em>?</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="palmare.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/palmare.jpg" width="113" height="151" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 20px 20px;" /></span><strong>2. "ANDIAMO SU SECOND LIFE?"</strong></p>

<p>La tua azienda ha fatto o sta facendo un progetto per andare su Second Life? Allora sei come il tipo che compra sempre <strong>l'ultimo modello</strong> appena uscito dell'ennesimo <strong>palmare</strong>, senza sapere bene cosa farsene e come usarlo (ma è così trendy...).</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="multifunzione.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/multifunzione.jpg" width="158" height="127" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span><strong>3. ABBANDONO TECNOLOGICO</strong></p>

<p>Preso dalla foga tecnologica, hai iniziato attività come intranet, blog aziendale, wiki interno? Poi però non ti sei preoccupato abbastanza di mantenerle nel tempo, o di investire sulle persone? Vuol dire che assomigli a chi compra un <strong>telefonino super-multifunzione</strong>, e si riduce poi a usarlo solo per telefonare e mandare qualche sms. </p>

<p><br />
Come si dice: a ciascuno il suo...<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Intranet 2.0 in 10 passi</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/08/intranet_20_in_10_passi.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=203" title="Intranet 2.0 in 10 passi" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.203</id>
    
    <published>2008-08-18T08:19:03Z</published>
    <updated>2008-08-18T08:55:31Z</updated>
    
    <summary>&quot;Thousands of corporate intranets are seldom-used, impossibly complex beasts. In contrast, next-generation intranets are simple, social platforms that can change the way people work (for the better!). But getting to Intranet 2.0 isn&apos;t so easy.&quot;</summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="intranet" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/2735132762/" title="Stretching di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3011/2735132762_3c1a196e91_m.jpg" width="180" height="240" alt="Stretching" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Una vera e propria checklist per la creazione e l'avvio di una <strong>intranet </strong>in chiave <strong>web 2.0</strong>, questo è il contenuto del <a href="http://www.thoughtfarmer.com/blog/2008/07/30/intranet20-10steps/">post</a> pubblicato martedì scorso su <a href="http://www.thoughtfarmer.com/blog/">ThoughtFarmerBlog</a>.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Certo, i passi sono "solo" dieci, non uno di più, non uno di meno; ma pochi sono semplici da realizzare. Di seguito li traduco e ne sintetizzo il contenuto, sperando di non sminuirne la portata. In ogni caso il post completo è <a href="http://www.thoughtfarmer.com/blog/2008/07/30/intranet20-10steps/">qui</a>.</p>

<p><strong>Uno</strong> - Far saltare in aria la <strong>vecchia intranet</strong>: non è usata, non è aggiornata e non vale la pena tentare di rimetterla in sesto.</p>

<p><strong>Due </strong>- Trasformare gli <strong>utenti in autori</strong>: riduce le distorsioni nel trasferimento della conoscenza e impedisce che il carico dell'aggiornamento ricada su poche persone.</p>

<p><strong>Tre </strong>- Mostrare il <strong>contesto sociale</strong> di ogni contenuto: il contenuto è più interessante se sai chi lo ha scritto, che lavoro svolge e in quale ufficio lavora.</p>

<p><strong>Quattro </strong>- Rendere i contenuti "<strong>trovabili</strong>": se le persone non trovano le informazioni che cercano, prima o poi smettono di cercarle sull'intranet.</p>

<p><strong>Cinque </strong>- Segnalare le <strong>modifiche</strong>: in questo modo le persone tornano di frequente per leggere le novità.</p>

<p><strong>Sei </strong>- Impostare l'<strong>architettura dei contenuti</strong>: è difficile iniziare davanti a una pagina bianca, è più facile se esiste una struttura di contenuti iniziale.</p>

<p><strong>Sette </strong>- Assoldare un gruppo di "<strong>costruttori di granai</strong>": in perfetto stile "Witness", è utile coinvolgere un gruppetto di persone che costruiscano il primo nucleo di contenuti, cosicché i primi utenti possono già trovare contenuti interessanti.</p>

<p><strong>Otto </strong>- <strong>Spronare </strong>all'uso, una volta: almeno in una occasione gli utenti devono essere "forzati" all'uso, anche solo a editare una pagina, aggiungere un commento, cambiare una foto.</p>

<p><strong>Nove </strong>- la <strong>partecipazione </strong>è fondamentale per stimolare gli altri utenti.</p>

<p><strong>Dieci </strong>- <strong>Integrare l'intranet "nel processo produttivo"</strong>: se verrà usata "durante" la produzione delle informazioni, allora avrà successo.</p>

<p>L'ultimo tra quelli elencati è il fattore che può far saltare qualunque iniziativa di intranet collaborativa, e di intranet <em>tout-court</em>: la difficoltà che si incontra nel permeare i processi operativi quotidiani e che si manifesta nel considerare l'intranet come archivio dei documenti.</p>

<p>L'integrazione, come suggerisce <a href="http://www.thoughtfarmer.com/blog/chris-mcgrath/">Chris McGrath</a>, autore del <a href="http://www.thoughtfarmer.com/blog/2008/07/30/intranet20-10steps/">post</a>, arriva al punto di far sì che il memo di una riunione sia scritto on-line, sull'intranet, durante la riunione stessa.</p>

<p>Se non si arriva a questo, il memo sarà un file word distribuito via mail e qualcuno avrà il problema di archiviarlo, se e quando avrà tempo, sull'intranet.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>&quot;Tu blogghi, egli blogga... e io non bloggo?&quot;</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/08/tu_blogghi_egli_blogga_e_io_no.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=204" title="&quot;Tu blogghi, egli blogga... e io non bloggo?&quot;" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.204</id>
    
    <published>2008-08-11T10:00:44Z</published>
    <updated>2008-08-14T17:01:19Z</updated>
    
    <summary>Debbie Weil&apos;s &quot;The Corporate Blogging Book&quot; &quot;is the best all-in-one guide to understanding why you need a company or organizational blog - and how to start one. A blog enables you to get unvarnished feedback from your customers. Scarey, huh? Well, you can control the conversation. A corporate blog is the best way to defend your brand online - on your own turf&quot;
(from Debbie Weil web site).</summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="blog" />
    
        <category term="recensioni" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/francescafabbri/2484145506/" title="A little light di la_frà, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2253/2484145506_117d3ce979_m.jpg" width="180" height="240" alt="A little light" hspace="10" vspace="10" align="left" /></a>Chi non ha mai detto, almeno una volta nella vita, "<strong>L'America è più avanti di noi di 10 anni</strong>"? E dunque, perché non provare a trasformare quello che sembra uno svantaggio nel suo opposto, ovvero in qualcosa di utile, vantaggioso e conveniente? </p>

<p>Si tratta di una semplice equazione matematica: l'America è più avanti di noi - è, oggi, quello che sarà il nostro futuro. E allora, andiamogli incontro, al nostro futuro!</p>

<p>Rispetto alla situazione dei <strong>blog aziendali</strong>, o <strong>corporate blog</strong> (stranieri, ovviamente, e in particolare americani), un'interessante lettura estiva è stata <strong>"Blog in azienda"</strong>, di <a href="http://www.debbieweil.com/">Debbie Weil</a>. </p>]]>
        <![CDATA[<p>Non si tratta della solita tiritera su cosa si dovrebbe o non si dovrebbe fare; o meglio, sì, il cuore del libro è esattamente questo, ma è tutto intessuto di esperienze reali, di persone e di aziende, raccontate anche dalla voce dei protagonisti. </p>

<p>Inoltre l'autrice si mette nei panni di chi, tra mille ansie e paure, sta prendendo in considerazione l'apertura di un blog, e costella il libro di domande e risposte: alcuni capitoli si intitolano "<strong>Le venti domande più importanti sui blog aziendali</strong>", "Confrontarsi con <strong>la paura di bloggare</strong>", "<strong>Tredici modi d'uso per un blog aziendale</strong>", "I <strong>CEO</strong> dovrebbero bloggare?", e così via. Non dirò che questo libro vi cambierà la vita, ma di certo è una lettura importante per chi voglia sapere da che parte tira il vento, nel mondo del marketing, dell'azienda, delle PR e di ciò che i clienti vogliono o gradiscono. </p>

<p>Detto tra parentesi, l'edizione italiana contiene anche una postfazione in cui si analizza <strong>la situazione dei blog aziendali in Italia</strong> e si riportano testimonianze-interviste su 4 corporate blog nazionali: <a href="http://www.samsung-italia.net/">Samsung Italia News</a>; il blog della Ducati <a href="http://blog.ducati.com/">Desmoblog</a>; <a href="http://blog.mandarinaduck.com/">Duck Side</a>, blog di Mandarina Duck; <a href="http://www.blog.lago.it/">Design Conversations</a>, blog di Lago spa. </p>

<p>Ancora una volta, i dati parlano chiaro: in tre anni (dal novembre 2002 a quello del 2005) il <strong>numero di blog</strong> è passato da 13.000 a <strong>più di 20 milioni</strong>. E non stiamo parlando di adolescenziali diari online: quell'epoca è finita, informatevi. Così come da un pezzo è iniziata l'epoca del "cerco-tutto-online": le persone non sono altrove ma lì, sulla rete, a informarsi sulle malattie, a scoprire viaggi last minute, a cercare i pareri degli altri utenti e qualsiasi tipo di informazione - anche su aziende, prodotti e servizi. </p>

<p>Ok, direte: "ma io il mio bel sito ce l'ho!" State parlando forse del <strong>sito statico</strong>, con un po' di paginette su chi siamo, cosa facciamo, schede prodotti o servizi? Dai, non c'è paragone con un blog. </p>

<p><strong>*</strong> Il blog <strong>è interattivo</strong>: gli utenti vogliono parlare, dire la loro, essere ascoltati e ricevere risposte<br />
<strong>*</strong> Il blog <strong>è aggiornato </strong>frequentemente: sulle pagine statiche non ci torna nessuno o quasi<br />
<strong>*</strong> Il blog <strong>è trovato </strong>con maggior facilità <strong>dai motori di ricerca</strong> rispetto a un sito statico: preferite essere nelle prime pagine o nella centesima?<br />
Nulla vieta che nel vostro sito statico ci sia spazio anche per un blog.</p>

<p>Le aziende italiane che hanno già lanciato un blog hanno tratto numerosi <strong>benefici</strong>, tra i quali:</p>

<p><strong>*</strong> Una grande <strong>visibilità </strong>legata alla loro presenza in rete, ovvero dove c'è la gente<br />
<strong>*</strong> Il <strong>consolidamento </strong>del rapporto con clienti e stakeholder<br />
<strong>*</strong> Una maggiore <strong>efficacia </strong>delle loro attività di marketing.</p>

<p>Tutto ciò a fronte di un costo minimo dal punto di vista tecnologico. Ancora una volta, come ho già detto <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/web_community_il_rischio_del_successo.html">altrove</a>, <strong>non è un problema di tecnologia</strong>, ma di <strong>contenuti</strong>, e di ciò che sta dietro ai contenuti: le <strong>persone</strong>.</p>

<p>Ora, vi trovate di fronte a due possibilità:<br />
1.	restare a guardare l'evoluzione<br />
2.	entrare a far parte e contribuire a quella stessa evoluzione.</p>

<p>Siete sicuri di voler ancora restarne fuori? Proprio certi di potervelo permettere?</p>

<p>Per tornare al titolo di questo post: sto cercando persone - top manager, amministratori delegati, piccoli imprenditori... - che si stanno ponendo quella domanda. Se state pensando di aprire un blog, o se volete capire quali vantaggi potrebbe portare a voi e al vostro lavoro, non esitate a contattarmi: <strong>francesca at cobianchi dot net</strong>. <br />
Non vedo l'ora di studiare con voi le migliori strategie per il vostro blog.<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>People Tagging People</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/08/people_tagging_people.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=199" title="People Tagging People" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.199</id>
    
    <published>2008-08-04T09:02:14Z</published>
    <updated>2008-08-04T11:22:12Z</updated>
    
    <summary>Have you ever tagged a friend? You can tag photo, video, music, slideshow... why not a friend ora a collegue? Fringe, by IBM, is a people bookmarking tool built on top of internal agenda. By this way people can tag and find competences more quickly and with better results.</summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="social" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/1831908703/" title="newspaper di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2077/1831908703_b477ab0485_m.jpg" width="240" height="160" alt="newspaper" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Mai pensato di "taggare" un collega? <br />
Oggi possiamo taggare di tutto: siti e pagine web (<a href="http://del.icio.us">Delicious</a>), libri (<a href="www.anobii.com/">Anobii</a>), brani musicali (<a href="www.lastfm.it">Last.fm</a>), fotografie (<a href="http://www.flickr.com">Flickr</a>), video (<a href="www.youtube.com">Youtube</a>), presentazioni (<a href="http://www.slideshare.net">Slideshare</a>)... quindi perché non le persone?</p>

<p>Nel 2005 è stato lanciato un servizio, <a href="http://www.tagalag.com/index.html">Tagalag </a>, ma non sembra aver avuto molto successo, mentre nel 2006 <strong>IBM </strong>ha creato un sistema di codifica delle persone chiamato Fringe, una forma di Social Bookmarking che permette di organizzare i propri contatti in gruppi, classificarli con termini che possano facilitare ricerche future e trovare persone per area o argomenti.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Funziona così:<br />
* si può etichettare chiunque con qualsiasi parola chiave o tag (ad esempio, un medico può avere il tag "medico", "MD", "chirurgo", "pediatria" ecc.)<br />
* tutti i tag sono registrati per il Tagger - colui che tagga - e il Taggee - colui che viene taggato (no all'anonimato o ai tag privati)<br />
* quando si etichetta qualcuno, questo può ricambiare il tag<br />
* al passaggio del mouse su un tag vengono visualizzate le persone che lo hanno utilizzato<br />
* una tag cloud "in uscita" mostra i tag usati da una persona per classificare altre persone<br />
* una tag cloud "in entrata" mostra i tag applicati a quella persona dai colleghi<br />
* tutti i tag sono legati all'autore che li ha usati<br />
* gli utenti possono assegnare etichette anche attraverso lo strumento di instant messaging aziendale.</p>

<p>La cosa interessante è che il sistema è stato integrato con <strong>Blue Pages</strong>, la directory che contiene i profili di tutti i dipendenti: più di 385.000 persone.</p>

<p>Ma facciamo un passo indietro. Alcuni anni fa uno studio interno di IBM ha scoperto che il 40% dei profili non era stato aggiornato da almeno 9 mesi. Un problema da poco in un'azienda di piccole dimensioni diventa enorme in una società di 385.000 dipendenti, perché significa disperdere una quantità significativa di <strong>conoscenza tacita</strong>. Come trovare la persona giusta per il problema che stai affrontando quando i numeri sono così alti? In queste situazioni la completezza e l'aggiornamento del profilo personale sono strategici. Invece di premere sulle persone affinché aggiornino il proprio profilo, IBM ha pensato di agire sui colleghi.</p>

<p>Grazie a <strong>Fringe</strong>, i tuoi colleghi completano giorno per giorno il tuo profilo, e lo fanno per rispondere a una loro esigenza immediata - classificarti in uno o più gruppi - e futura - ritrovarti quando e se avranno bisogno di te.</p>

<p>Il <strong>People Tagging</strong> ha un vantaggio notevole: consente alla community di mantenere collettivamente i profili di competenza delle persone che ne fanno parte portando benefici a tre tipologie di utenti:<br />
* il Tagger (ha la possibilità di descrivere e classificare i suoi contatti in maniera personale e flessibile)<br />
* il Taggee (il cui profilo viene popolato dagli altri membri della community)<br />
* il membri della community in generale (i tag facilitano la ricerca delle competenze).<br />
</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Intranetlife va in ferie</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/08/intranetlife_va_in_ferie.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=200" title="Intranetlife va in ferie" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.200</id>
    
    <published>2008-08-01T10:00:42Z</published>
    <updated>2008-07-25T14:12:10Z</updated>
    
    <summary></summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="post-ino" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Per il mese di <strong>agosto</strong> questo blog diminuirà le pubblicazioni. Ma state tranquilli, non vi abbandoniamo! Ci sarà un nuovo post <strong>ogni lunedì</strong> del mese. Buone vacanze a tutti! Noi intanto oggi, 1° agosto, <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/hai_mai_pensato_di_festeggiare.html">ce la spassiamo in piscina</a>!</p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Web 2.0 Made in Italy: RoadSharing.com</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/web_20_made_in_italy.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=201" title="Web 2.0 Made in Italy: RoadSharing.com" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.201</id>
    
    <published>2008-07-31T09:57:19Z</published>
    <updated>2008-07-28T11:51:19Z</updated>
    
    <summary>Web 2.0 tagged Florence: RoadSharing.com  allows you to add a social dimension to your trips... social moving. Do you need to go from Bologna to Rome? Check if someone is offering a lift in the same period. Are you planning a trip from Turin to Madrid? Check if someone is looking for a lift...</summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="social" />
    
        <category term="web 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/francescafabbri/2374897962/" title="The land from which I come di la_frà, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2370/2374897962_a74dcaffc2_m.jpg" width="240" height="180" alt="The land from which I come"  hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>La notizia è di quelle che fanno piacere a una neoblogger come me, che guarda ammirata oltreoceano e, invece, un po' più sconsolata alle coste del Bel Paese.</p>

<p>A <strong>Firenze</strong>, un gruppo di programmatori ha avuto proprio una bella idea. Quelli della web agency <a href="http://www.webdev.it/">WebDev.it</a> (<em>"Creatività e metodo al vostro servizio"</em>) hanno fatto 2+2, o meglio: </p>

<p>TROPPI GAS DI SCARICO + WEB 2.0 = <a href="http://www.roadsharing.com/it/">RoadSharing.com </a></p>

<p>e si sono inventati il sito per <strong>l'autostop nell'era digitale</strong>. </p>]]>
        <![CDATA[<p>Si tratta di un ambiente on line in quattro lingue che <strong>"incrocia" domande e offerte di passaggi</strong>. Si va dal tipico viaggio dell'autostoppista allo spostamento quotidiano per lavoro. C'è chi offre un passaggio e chi lo cerca; chi esige un contributo per le spese e chi, invece, non chiede neanche un euro.</p>

<p>Ecco alcuni dettagli:</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="roadsharing percorsi_web.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/roadsharing%20percorsi_web.jpg" width="350" height="270" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 20px 20px;" vspace="10" hspace="10" /></span><strong>*</strong> il servizio è completamente <strong>gratuito</strong><br />
<strong>*</strong> <strong>per registrarsi </strong>basta digitare un indirizzo di posta elettronica e una password; l'inserimento degli altri dati personali (nome, data di nascita, città...) è facoltativo<br />
<strong>*</strong> il sito è semplice e molto <strong>intuitivo</strong>: pochi macro-pulsanti con icone esplicative, assolutamente in linea con l'ultimo trend dei social network<br />
<strong>*</strong> l'<strong>elenco dei percorsi </strong>registrati indica la città di partenza, quella di arrivo, le date, il mezzo, se il contributo alle spese è richiesto oppure no. Il tutto corredato da icone: bandierine degli stati, macchina, moto, camper o il pollicione da autostoppista, per differenziare tra loro richieste e offerte.</p>

<p>La <strong>relazione tra gli utenti </strong>funziona così: <strong>chi offre un passaggio</strong> inserisce le informazioni relative a partenza e arrivo, che vengono "georeferenziate" grazie alle mappe di Google, e resta in attesa di chi cerca un passaggio verso quella destinazione o verso un luogo lungo il tragitto. </p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="roadsharing percorso dettaglio_web.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/roadsharing%20percorso%20dettaglio_web.jpg" width="350" height="270" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" vspace="10" hspace="10"/></span><strong>Chi cerca un passaggio</strong>, invece, inserisce il percorso desiderato e attende una proposta di passaggio online. Sarà poi il sito RoadSharing a inoltrare la comunicazione e a stabilire il contatto fra i futuri compagni di viaggio. </p>

<p>Scopo del servizio, oltre a quello di entrare nel "<strong>social moving</strong>" del Web, è ridurre i veicoli in viaggio, ottenendo sia un risparmio di costi che un <strong>miglioramento</strong>, anche se piccolo, <strong>per l'ambiente</strong>. </p>

<p>Per chi fosse interessato: due utenti (con due cani) cercano un passaggio <strong>da Granada a Roma</strong> tra il 1° e il 15 agosto; un utente offre, a gratis, un passaggio prenatalizio <strong>da Bergamo a Lecce</strong> il 23 dicembre; infine, anche 10 chilometri possono fare la differenza: <strong>da Terlan a Bolzano</strong> in moto, <em>"Tutti i giorni feriali. Partenza ore 7.30, arrivo 7.45 a Bolzano. Rientro da accordarsi"</em>.</p>

<p>"Chapeau" ai fiorentini, e un nuovo orizzonte che i <strong>Mobility Manager</strong> dovranno tener presente (esistono intranet aziendali con un servizio simile?).</p>

<p>Io, intanto, offro un passaggio da Bologna a Urbino per il <a href="http://conversazionidalbasso.wordpress.com/">Festival dei Blog "Conversazioni dal Basso '08″</a>, dal 10 al 12 ottobre. Qualcuno è interessato?<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>IBM: la prima regione privata di Second Life</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/ibm_la_prima_regione_privata_d.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=202" title="IBM: la prima regione privata di Second Life" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.202</id>
    
    <published>2008-07-28T09:42:35Z</published>
    <updated>2008-07-28T09:55:09Z</updated>
    
    <summary>IBM&apos;s plans are to allow employees to move freely between public and private areas (behind the firewall) of Second Life. The purpose is to allow employees to use this tool for collaboration and teleconferencing. </summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="intranet" />
    
        <category term="social" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/2700798339/" title="Rovescio di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3171/2700798339_c28d963f0a_m.jpg" width="240" height="180" alt="Rovescio" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>In aprile <strong>IBM </strong><a href="http://news.zdnet.com/2100-9595_22-195105.html">ha annunciato</a> che avrebbe ospitato una regione di <strong>Second Life</strong> sui propri server, ovviamente in modalità riservata ai soli dipendenti.</p>

<p>Così più di 6.000 IBMers hanno creato il loro alter-ego digitale (il cosiddetto <em><strong>avatar</strong></em>) e ora "galleggiano" in un <strong>mondo virtuale</strong> protetto dagli sguardi di avatar curiosi e sconosciuti...</p>

<p>Ha senso o fa senso?</p>]]>
        <![CDATA[<p>La joint venture tra IBM e i Linden Labs rappresenta un esperimento di utilizzo come soluzione enterprise della piattaforma su cui è costruito Second Life. Renderla operativa sui server dell'azienda ha evidenti vantaggi in termini di sicurezza, risolvendo uno dei principali problemi che ne hanno frenato gli utilizzi business. </p>

<p>Secondo i piani di IBM i dipendenti potranno muoversi liberamente tra le aree pubbliche di Second Life e le aree private "dietro il firewall".</p>

<p>Se questo è possibile e sicuro, le isole private potranno essere traslocate sui server aziendali e i dipendenti vi potranno "lavorare" scambiandosi informazioni riservate con maggior sicurezza; diventa plausibile <strong>integrare l'intranet aziendale</strong> (fatta di testi, documenti, dati, immagini, audio, video) con una intranet "virtuale" fatta di avatar che si muovono in sale riunioni virtuali, bar virtuali, emeroteche virtuali e, perché no, sale fitness virtuali. Uno scenario raccapricciante... - in fondo, io sono un Baby Boomer.</p>

<p>Osserviamola da un altro punto di vista. Se l'esperimento ha successo, sarà possibile un domani che un avatar si sposti dal mondo virtuale privato di IBM ed entri nel mondo virtuale di un'altra azienda, rispettando tutti i possibili requisiti di sicurezza.</p>

<p>Potrebbe succedere che l'avatar di un commerciale di IBM fissi un appuntamento con un potenziale cliente e lo vada a trovare nella sua "isola privata"; si incontrino in una sala riunione virtuale, si scambino saluti virtuali, guardino su un grande schermo virtuale una presentazione virtuale che poco prima uno del marketing aveva predisposto... nel frattempo, una segretaria virtuale offrirà loro un caffè virtuale...</p>

<p>E se uscendo nel corridoio virtuale l'avatar del commerciale di IBM incontra l'avatar di un commerciale della concorrenza?</p>

<p>Nel complesso confermo la sensazione di orrore, anche se un <a href="http://money.cnn.com/2007/01/22/magazines/fortune/whatsnext_secondlife.fortune/index.htm">articolo </a>apparso su <strong>Fortune Magazine</strong> nell'ottobre 2007 parla di vantaggi legati ai costi e ai ricavi che dovrebbero essere assicurati dall'uso di Second Life nelle imprese o con finalità business.<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Intrawest: wiki, neve e mattone</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/intrawest_wiki_neve_e_mattone.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=198" title="Intrawest: wiki, neve e mattone" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.198</id>
    
    <published>2008-07-25T14:36:13Z</published>
    <updated>2008-07-28T10:54:04Z</updated>
    
    <summary>Intrawest Placemaking&apos;s wiki intranet allows practically unrestricted editing to all 250 employees. This has led to a tenfold increase in use over the previous intranet, and some excellent examples of knowledge sharing: One manager created a page with an idea that saved the company $500,000.</summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="case study" />
    
        <category term="intranet" />
    
        <category term="wiki" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/323701746/" title="meraviglia di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/137/323701746_6d709f9a05_m.jpg" width="240" height="180" alt="meraviglia" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Ho scritto più di un anno fa un <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2007/04/social_intranet_alla_intrawest.html">post</a> su Intrawest Placemaking, società americana che gestisce 11 stazioni sciistiche, che progetta e costruisce villaggi turistici con alloggi extra lusso, con 250 dipendenti in sette uffici  in Nord America e in Europa.</p>

<p>Ora ho letto un case study su <a href="http://www.eu.socialtext.net/cases2/index.cgi?intrawest_wiki_intranet">Cases 2.0</a> davvero interessante. Riporto alcune "parole chiave":<br />
* <em>Pervasive use</em><br />
* <em>Reduced Cost</em><br />
* <em>Attracting and Retaining New Talent</em><br />
* <em>Uniting a Geographically Dispersed Workforce</em><br />
* <em>Living Their Core Values</em><br />
* <strong><em>The Idea That Saved $500,000</em></strong>.</p>

<p>E' sorprendente il coraggio di rischiare oltre quello che già si conosce che hanno alcune (poche) aziende.</p>

<p>Da leggere e rileggere.<br />
</p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>E&apos; successo anche a te?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/e_successo_anche_a_te.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=195" title="E' successo anche a te?" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.195</id>
    
    <published>2008-07-24T09:59:00Z</published>
    <updated>2008-07-24T14:30:30Z</updated>
    
    <summary>This is an ironic portrait of a tipical company. How to evolve towards &quot;Mrs. Company&quot;, a better place to work in, a better customer to collaborate with? I&apos;m going to retouch the picture with Agenda, Wiki, on-line modules...</summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="applicazioni" />
    
        <category term="intranet" />
    
        <category term="wiki" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/francescafabbri/2420759976/" title="Good morning!! di la_frà, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3060/2420759976_1442483cec_m.jpg" width="180" height="240" alt="Good morning!!" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>E' tempo ormai di vacanza. Ben presto le autostrade si intaseranno, le riviere si affolleranno, le stazioni pure, gli alberghi anche... insomma, tutto questo si respira già nell'aria! Annusa, annusa...</p>

<p>E allora, oggi, spazio all'ironia. Ma con moderazione, s'intende!</p>

<p>Voglio provare a fare, attraverso una specie di "anamnesi", <strong>il ritratto dell'azienda</strong>, quella con la "a" minuscola, dove la maggior parte di noi lavora, e ritoccarlo un po' - <em>photoshop docet </em>- per farla assomigliare di più alla Signora Azienda, quella in cui tutti vorremmo lavorare o con la quale ci piacerebbe collaborare.<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Chi si ritrova in una o più di queste situazioni/malesseri, alzi la mano (o lasci un commento!).<br />
<strong><br />
Patologia</strong>: <em>Indovina chi</em><br />
<strong>Sintomi</strong>: "Ma te hai capito <strong>di cosa si occupa</strong> quello lì?" - "Boh... so che l'hanno cambiato di ruolo, ma ancora non ho ben capito cosa fa..."<br />
<strong>Terapia consigliata</strong>: <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2005/12/la_rubrica_dei.html">Rubrica dei servizi interni</a>.</p>

<p><strong>Patologia</strong>: <em>Caccia al Tesoro</em><br />
<strong>Sintomi</strong>: "Tizio sei tu?" - "No, sono Caio" - "Ma questo non è l'interno di Tizio?" - "No, Tizio ha cambiato postazione" - "E a quale interno lo trovo?" - "Non lo so, la segreteria ha mandato ieri una mail con <strong>l'excel aggiornato dei numeri di telefono</strong>, ma in questo momento non so dove l'ho messo" - "Ieri ho ricevuto 87 mail, provo a recuperarla..." <br />
<strong>Terapia consigliata</strong>: <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2005/09/risparmiare_tem.html">Rubrica interna on line</a>.</p>

<p><strong>Patologia</strong>: <em>Catena di Sant'Antonio</em><br />
<strong>Sintomi</strong>: prima mail, ore 14.15: "Cari colleghi, bla bla bla, trovate allegata la documentazione relativa a bla bla bla". Seconda mail, ore 14.16: "Scusate, avevo dimenticato l'<strong>allegato</strong>". Terza mail, ore 15.43: "Su suggerimento del Direttore Generale ho fatto una lieve modifica a pagina 2 con il seguente testo: bla bla bla". Quarta mail, ore 15.56: "Scusate, ho riportato la <strong>correzione </strong>all'interno del documento. Vi rimando il file corretto e <strong>aggiornato</strong>". <br />
<strong>Terapia consigliata</strong>: <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2005/10/wiki_-_la_memor.html">Wiki</a>.</p>

<p><strong>Patologia</strong>: <em>Il pesce fuor d'acqua</em><br />
<strong>Sintomi</strong>: "Ciao, scusa, sono qui da poco, potresti aiutarmi? Non ho capito cosa devo fare per avere il <strong>rimborso di una trasferta</strong>..." - "Allora, guarda, <strong>è molto semplice</strong>: ti mando via mail un modulo, ma stai attenta perché viene aggiornato di frequente; tu ci scrivi sopra le spese, poi lo porti dal tuo responsabile che te lo deve approvare e firmare - se lui non c'è, lascialo alla segretaria e poi ripassa a prenderlo; poi devi andare da Tizio, dell'amministrazione, ma se lui non c'è rivolgiti a Caio. Se la spesa è sotto i 100 euro, dovrebbe darteli subito in contanti, ma non garantisco, altrimenti lascia i tuoi dati bancari che poi ti faranno un bonifico entro 30 giorni. Tutto chiaro?"<br />
<strong>Terapia consigliata</strong>: <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2005/09/ridurre_i_costi.html">Modulistica on line</a>. </p>

<p>Se correttamente applicate, queste terapie hanno notevoli vantaggi a medio-lungo termine:</p>

<p>- aumento della <strong>trasparenza interna</strong> sui processi<br />
- aumento dell'<strong>efficienza operativa</strong><br />
- <strong>versioni </strong>sempre <strong>aggiornate </strong>della documentazione<br />
- creazione di una <strong>conoscenza condivisa</strong><br />
- <strong>risparmio di tempo</strong>.</p>

<p><strong>Avvertenze</strong>: l'assunzione contemporanea delle suddette terapie non ha alcuna controindicazione e non può avere nessun effetto collaterale!<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Hai mai pensato di festeggiare le ferie?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/hai_mai_pensato_di_festeggiare.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=197" title="Hai mai pensato di festeggiare le ferie?" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.197</id>
    
    <published>2008-07-24T09:15:26Z</published>
    <updated>2008-07-25T14:06:14Z</updated>
    
    <summary></summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="post-ino" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Noi sì!! Sei invitato a trascorrere il <strong>pomeriggio </strong>di <strong>venerdì 1° agosto</strong> al <a href="http://www.villaggiodellasalutepiu.it/">VILLAGGIO DELLA SALUTE</a> per una giornata all'insegna del relax termale e una cena nel nome della buona cucina, il tutto "alla romana"!<br />
Per informazioni e per segnalare la tua adesione, manda una mail a: <strong>vivaleferie at cobianchi dot net</strong> oppure iscriviti all'evento su <a href="http://upcoming.yahoo.com/event/927163/">Upcoming</a>.</p>

<p>Ti aspettiamo!! PS: L'invito <strong>NON E' </strong>strettamente personale: porta chi vuoi!<br />
</p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Urlare via mail (3)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/urlare_via_mail_3.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=196" title="Urlare via mail (3)" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.196</id>
    
    <published>2008-07-23T10:23:06Z</published>
    <updated>2008-07-23T10:24:16Z</updated>
    
    <summary></summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="email" />
    
        <category term="post-ino" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Il grassetto è una sottolineatura enfatica di testo, ma può assumere molte sfumature. <br />
Ad esempio: <em>"Come vi spiegavo, io mi posso occupare di un system test ma non di uno user test. Ho verificato che gli utenti esistano e a campione sono entrata con alcuni di loro ma non riesco a verificare che quello che vedono sia corretto. <strong>Potreste farlo voi?</strong>"</em>. In questa mail il condizionale di cortesia <em>"<strong>Potreste</strong>"</em> è volutamente (e solo) formale. L'uso del grassetto trasforma il tono della domanda in un simil-imperativo: "fatelo voi!". Irritante.<br />
</p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Urlare via mail (2)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/urlare_via_mail_2.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=194" title="Urlare via mail (2)" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.194</id>
    
    <published>2008-07-22T10:00:31Z</published>
    <updated>2008-07-21T09:15:48Z</updated>
    
    <summary></summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="email" />
    
        <category term="post-ino" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Spesso però si urla anche non volendo. Per esempio, se usate uno di quei software client-server di ultima generazione (nel senso che è l'ultima ancora in vita) che producono stampe decenti solo inserendo testi in maiuscolo, può capitare che scriviate una mail con il Caps Lock attivato, e la vostra mail può suonare ostile anche se la vostra intenzione è del tutto amichevole: <em>"CIAO, TI SBRIGHI A MANDARMI IL FAX ALTRIMENTI FACCIO TARDI!"</em>. Casomai il fax è il volantino dell'ultima palestra di grido e il ritardo si riferisce al caffé con le colleghe!</p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Futuro prossimo venturo</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/futuro_prossimo_venturo.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=193" title="Futuro prossimo venturo" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.193</id>
    
    <published>2008-07-21T09:59:11Z</published>
    <updated>2008-07-24T11:13:24Z</updated>
    
    <summary>Swisscom, Telecommunications Swiss Company, has added to Teamnet, its portal for business applications that support collaboration, a custom version of Zoho Business, with Zoho Writer, Sheet, Show, Notebook, Meeting and other tools.

With this operation, Swisscom makes a definite movement extending its offer toward SaaS solutions, and Zoho consolidates its Alliance Partner Program, after the recent partnership with Baihui (China).</summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="enterprise 20" />
    
        <category term="prodotti" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/2686619138/" title="Tempi andati di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3016/2686619138_4cc197c1e7_m.jpg" width="240" height="180" alt="Tempi andati" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>La notizia è di qualche giorno fa: <a href="http://www.swisscom.com/GHQ/content/homepage.htm?lang=it">Swisscom</a>, compagnia svizzera di telecomunicazioni, ha aggiunto a <a href="http://teamnet.ch/default.aspx">Teamnet</a>, il suo portale per le applicazioni business orientato alla collaborazione, una versione custom di <a href="http://business.zoho.com/biz/index.do">Zoho Business</a>, con <a href="http://writer.zoho.com/index.do">Zoho Writer</a>, <a href="http://sheet.zoho.com/home.do">Sheet</a>, <a href="http://show.zoho.com/Home.do">Show</a>, <a href="http://notebook.zoho.com/nb/index.do">Notebook</a>, <a href="http://meeting.zoho.com/home.do">Meeting </a>e altri strumenti.</p>

<p>Con questa operazione Swisscom fa una mossa decisa estendendo la sua offerta verso soluzioni SaaS, mentre Zoho consolida il suo <a href="http://zoho.com/partners.html">Alliance Partner Program</a>, dopo la recente partnership con <a href="http://www.baihui.com/">Baihui</a>, Cina.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Basta avere <strong>un PC</strong> dotato di <strong>collegamento </strong>a Internet e un <strong>browser </strong>(Internet Explorer, Mozilla Firefox, ecc.); non servono altri componenti hardware o software; la fase pilota, per l'intero Teamspace, termina a ottobre 2008; fino ad allora ogni utente che si registra, gratuitamente, ha a disposizione in Zoho Business fino a 1 GB di spazio in memoria e può utilizzare tutte le applicazioni Zoho (e le altre offerte in Teamnet) alle quali invitare un numero illimitato di utenti.</p>

<p>La notizia è interessante: applicazioni che fino a pochi mesi fa potevano apparire "esperimenti web 2.0" - anche se Zoho esiste ormai da tre anni - ora sono opportunità reali e affidabili su cui costruire offerte business.</p>

<p>E oltre a opportunità per l'offerta di servizi, possono esserlo anche per la gestione dei processi interni all'azienda, come piattaforme su cui realizzare in poco tempo <strong>intranet aziendali</strong>.<br />
Approfitto della notizia per rispolverare le mie conoscenze di Zoho.</p>

<p><a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-search.cgi?IncludeBlogs=1&search=zoho&x=0&y=0">Già ho accennato</a> a Zoho un paio di volte nel 2006, parlando di <strong>applicazioni office disponibili on-line</strong> come "opportunità di liberarsi dal vincolo del proprio desktop e scrivere documenti sul web".</p>

<p>Da allora Zoho è cresciuta notevolmente e il ritmo di aggiornamenti alle applicazioni esistenti e di rilascio di nuove applicazioni (l'ultima è Zoho Mobile per iPhone) promette sviluppi interessanti anche per i mesi a venire.</p>

<p>L'insieme di applicazioni web 2.0 rilasciate da <a href="http://zoho.com/">Zoho </a>oggi vede: Zoho <strong>Writer</strong>, Zoho <strong>Sheet</strong>, Zoho <strong>Show</strong>, Zoho <strong>Wiki</strong>, Zoho <strong>Notebook</strong>, Zoho <strong>Meeting</strong>, Zoho <strong>Planner</strong>, Zoho <strong>Chat</strong>, Zoho <strong>Creator</strong>, Zoho <strong>DB</strong>, Zoho <strong>Mail</strong>, Zoho <strong>CRM</strong>, Zoho <strong>Projects</strong>, Zoho <strong>Viewer</strong>, Zoho <strong>Challenge</strong>, Zoho <strong>Polls</strong>, Zoho <strong>People</strong>, Zoho <strong>Invoice</strong>, Zoho <strong>Mobile</strong>.</p>

<p>Il tutto più o meno integrato in Zoho <strong>Business</strong>, un ambiente che concentra i tool di produttività individuale e di gruppo fornendo una home stile dashboard molto simile a quello che consente di fare <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a>, oppure <a href="http://www.pageflakes.com/">Pageflakes</a>, oppure ancora, in modo diverso, la stessa <a href="http://sites.google.com/site/sites/?pli=1">Google Sites</a>.</p>

<p>Il concetto è semplice: creare applicazioni verticali tipo office (word, excel, powerpoint, project, access), ampliare l'offerta con strumenti di utilizzo più o meno immediato come notes e todolist, integrare il tutto in una dashboard semplice da customizzare, aggiungere un po' di personalizzazione sui temi e il gioco è fatto: si ha a disposizione una simil-<strong>piattaforma di collaborazione</strong>.</p>

<p>Se i <strong>punti di forza</strong> sono l'ampiezza di funzionalità offerte, dal classico word al report creator, e il livello di sofisticazione raggiunto in molte aree, non mancano i <strong>punti di debolezza</strong>: l'utilizzo non sempre è immediato, complici alcune traduzioni "fantasiose" in lingua italiana (Home = Casa, Upcoming milestones = Pietre miliari sopravvenienti); il livello di integrazione "dietro l'interfaccia utente" non è sempre garantito e chiaro. In più mancano alcuni gadget ai quali siamo ormai abituati, tra cui l'integrazione di RSS e di account di posta esterni.</p>

<p>E' interessante l'aggiunta di vere e proprie applicazioni business come Invoice, Challenge, CRM, la cui reale potenzialità è però tutta da valutare.</p>

<p>Al di là di tutto, credo che questo sia un ulteriore segnale del fatto che <strong>Software-as-a-Service</strong> stia diventando sempre più una realtà: la stessa Zoho ha due reseller in Italia, uno dei quali offre Zoho CRM gratuito fino a tre utenti.<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Urlare via mail (1)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/urlare_via_mail_1.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=192" title="Urlare via mail (1)" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.192</id>
    
    <published>2008-07-18T10:00:00Z</published>
    <updated>2008-07-18T10:04:34Z</updated>
    
    <summary></summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="email" />
    
        <category term="post-ino" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Come si fa? Semplice, basta che scriviate tutto in maiuscolo, senza punteggiatura e senza "a capo". Se poi volete proprio strafare, non mettete neanche la firma.<br />
Ma se siete davvero alterati con qualcuno, è molto più efficace una mail di questo tipo: <em>"La invito a riprendere immediatamente le attività e in merito alla situazione che si è creata ho convocato una riunione domani mattina alle ore 10 alla quale le suggerisco di NON mancare"</em>.</p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Parola d&apos;ordine: Trovabilità</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2008/07/parola_dordine_trovabilita.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=191" title="Parola d'ordine: Trovabilità" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2008:/intranetlife//1.191</id>
    
    <published>2008-07-17T11:10:48Z</published>
    <updated>2008-07-25T15:12:35Z</updated>
    
    <summary>The new web site of Luca Rosati, Information Architecture expert, is a beautiful example of simple site, clear and immediate. The name &quot;Findability&quot; is very appropriate! A brief list of the things that I like.</summary>
    <author>
        <name>francesca fabbri</name>
        
    </author>
    
        <category term="recensioni" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/francescafabbri/1443942030/" title="Cielo e nuvole di la_frà, su Flickr"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1163/1443942030_4de9ebddec_m.jpg" width="240" height="180" alt="Cielo e nuvole" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a><a href="http://lucarosati.it/chi/">Luca Rosati</a>, esperto di Information Architecture e nostro <a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/partner.html">partner</a>, ha cambiato "casa". In realtà il suo non è un vero e proprio trasloco, ma un recupero in piena regola. Il sito ha modificato la sua struttura interna - la mobilia, oserei dire, cambiandole di posto e aggiungendone di nuova, e si è rivestito di una nuova grafica.</p>

<p>Il risultato è, a mio parere, ottimo.<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Premetto che non mi occupo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_dell'informazione">Information Architecture</a> se non marginalmente, e che non sono un'esperta del settore. Per questo la mia "recensione" del sito <a href="http://lucarosati.it/">Trovabilità </a>avrà come unico e insindacabile criterio il mio gusto personale e non riguarderà il valore dei contenuti, ma le soluzioni adottate che maggiormente mi colpiscono.</p>

<p></p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="rosati home_web2.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/rosati%20home_web2.jpg" width="551" height="298" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span>Il sito è <strong>semplice, chiaro, immediato</strong>. Assomiglia tanto al centro di Bologna, dove, come dice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Dalla">qualcuno</a>, "non si perde neanche un bambino".</p>

<p>Per brevi punti, ecco le cose che mi colpiscono di più:</p>

<p><strong>1. </strong>La semplicità della soluzione grafica adottata trova dinamismo nelle <strong>due colonne di destra</strong>, che cambiano a seconda delle sezioni per meglio adattarsi ai contenuti lì raccolti. <br />
Una diventa, di volta in volta, il <strong>menu di navigazione </strong>della sezione; l'altra, invece, propone <strong>approfondimenti </strong>che potrebbero essere di particolare interesse per l'utente giunto su quella pagina: gli articoli più letti nel "Blog", l'elenco dei clienti e dei progetti nei "Servizi", Contatti e Correlati (progetti, corsi...) nel "Chi sono". </p>

<p><strong>2. </strong>L'<a href="http://lucarosati.it/">home page</a> del sito riporta, nell'area principale, l'anteprima degli ultimi tre post del blog. Quando l'ho vista, mi sono chiesta: come avrà risolto la <a href="http://lucarosati.it/blog/articoli">pagina principale del blog</a>? Sarà una duplicazione dell'home page? No, no! </p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="rosati blog_web.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/rosati%20blog_web.jpg" width="406" height="298" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span><br />
I post, al contrario della consuetudine ormai consolidata nei blog, non sono organizzati principalmente per ordine cronologico, ma per <strong>argomento </strong>- anche se non manca la "classica" suddivisione per anno, nella prima colonna a destra. <br />
La classificazione per argomento - molto snella: conta <strong>una decina di voci</strong> - è riproposta, poi, nella seconda colonna a destra, sotto forma di menu di navigazione. In questo modo, è praticamente impossibile non trovare ciò che si sta cercando all'interno del blog.</p>

<p><strong>3. </strong>Alla voce <a href="http://lucarosati.it/servizi/">"Servizi" </a>corrisponde una pagina ammirabile per la sua <strong>sinteticità</strong>:</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="rosati servizi_web.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/images/rosati%20servizi_web.jpg" width="400" height="361" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span></p>

<p> 4 servizi descritti da poche righe di testo a elenco puntato e corredati da immagini. Devo proprio dirlo: che invidia! <br />
A volte si pensa che il modo migliore per presentare i propri servizi sia quello di essere esaustivi e dire tutto, ma proprio tutto! Invece, spesso è il modo migliore per non farsi leggere.   <br />
<strong><br />
4. </strong>Un altro grattacapo per chi decida di essere presente on line è la pagina relativa alla "<strong>Mission</strong>": la metto? Non la metto? Accetto il rischio di scrivere le solite cose, trite e ritrite? Anche in questo caso, Rosati risolve in modo intelligente: nella pagina <a href="http://lucarosati.it/chi/valori">"Valori"</a>, accessibile dal "Chi sono", la sua <strong>metodologia di lavoro</strong> è descritta attraverso <strong>6 parole-chiave</strong> (Dispositio, Intelligenza emotiva, Semplicità, Leggerezza, Gioco, Convivialità) e relativi, brevi commenti. Tutto molto chiaro e piacevole.</p>

<p>In conclusione: un bell'esempio di sito ben fatto, all'insegna dell'<strong>usability </strong>e della <strong>trovabilità</strong>. Non c'è che dire: di nome e di fatto! <br />
I miei complimenti.<br />
<br></p>]]>
    </content>
</entry>

</feed> 

