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    <subtitle>Roberto Cobianchi</subtitle>
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    <title>Riflessione sulla Social Intranet</title>
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    <published>2010-09-01T15:22:56Z</published>
    <updated>2010-09-01T18:34:58Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
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        <category term="intranet 20" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4947374779/" title="Cattedrale di Noto di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4151/4947374779_cf1d72359b_m.jpg" width="180" height="240" alt="Cattedrale di Noto" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Come ho già fatto sul <a href="http://www.mimulus.it/2010/08/31/gestione-dei-social-media-la-soluzione-e-loutsourcing/">blog Mimulus</a>, anche qui è ora di riprendere le pubblicazioni. La <a href="http://www.4sqconf.org/supporter">4sqconf</a> è stata un gran successo, ma non ci si può adagiare sugli allori: come quella famosa gazzella in Africa, ogni mattina è meglio cominciare a correre.<br />
Approfitto del post <a href="http://www.casaleggio.it/2010/08/social_intranet.php">Social Intranet</a> che ho ripubblicato su blog di Casaleggio Associati, per aggiungere qui una considerazione: il cuore della "intranet sociale" è, udite udite, la <strong>Rubrica</strong>!</p>]]>
        <![CDATA[<p>La riflessione è molto semplice: se <strong>social intranet</strong> significa <strong>relazioni</strong>, se le relazioni avvengono tra <strong>persone</strong> e le persone si relazionano prendendo spunto dai particolari della vita quotidiana, allora il nodo al quale connettere le "<strong>funzioni di relazione</strong>" è l'anagrafica degli utenti intranet.</p>

<p>Il termine "rubrica" è riduttivo, perché siamo abituati a immaginarla come un elenco piatto di nomi, numeri di telefono e mail. Se evitiamo questa riduzione e immaginiamo la rubrica come un <em>core</em> di <strong>dati di contatto</strong> che funge da punto di raccordo di tutte le informazioni degli utenti, anagrafiche, organizzative, di curriculum, "sociali", operative... otteniamo una situazione simile a quella rappresentata qui sotto.</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/09/01/SocialIntrane-thumb-450x337.jpg"><img alt="Thumbnail image for SocialIntranet.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/assets_c/2010/09/SocialIntrane-thumb-450x337-thumb-450x337.jpg" width="450" height="337" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Il <em>core</em> è rappresentato dai dati essenziali di ruolo e di contatto, mentre la periferia è popolata da tutto ciò che definisce e rappresenta l'attività quotidiana della persona e tutto ciò che ne completa il profilo personale e professionale.</p>

<p>Gli spazi informativi che contribuiscono al <em>core</em> della <strong>Social Intranet</strong> sono quattro.</p>

<p>Il primo è il <strong>profilo personale</strong>, che racchiude quel tipo di informazioni che contribuiscono a descrivere la persona: chi è, cosa sa fare, quali sono i suoi interessi, a quali social network partecipa. E' una sfera molto delicata che molti ritengono non debba essere mischiata con le "questioni lavorative", quasi fosse una violazione della privacy.</p>

<p>Il secondo è il <strong>profilo delle competenze professionali</strong>; comprende il curriculum, le capacità specifiche acquisite negli anni di lavoro e, se applicabile, può essere utile elencare i clienti trattati, i colleghi con i quali si ha avuto occasione di collaborare, i progetti e le iniziative interne alle quali si è dato il proprio contributo.</p>

<p>Il terzo è il <strong>profilo organizzativo</strong> in senso stretto: organigramma, funzione, servizio, dipartimento, incarichi organizzativi e operativi, "mansionario", area di responsabilità, collaboratori...</p>

<p>Il quarto possiamo chiamarlo lo "<strong>spazio collaborativo</strong>" e si costruisce a mo' di "status update": su cosa sta lavorando, cosa ha trovato di interessante e utile per i colleghi, dove sarà nei prossimi giorni, su cosa ha bisogno di aiuto, come partecipa all'Intranet con contenuti e commenti...</p>

<p>Credo che senza questo nocciolo, parlare di social intranet si riduca a blog sì/no, wiki sì/no,...</p>]]>
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    <title>Quanto costa una Intranet 2.0</title>
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    <published>2010-06-15T07:48:15Z</published>
    <updated>2010-06-16T10:04:14Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
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        <category term="intranet 20" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4692931920/" title="C'era una volta di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4021/4692931920_71c5cbc85b_m.jpg" width="240" height="240" alt="C'era una volta" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Anche poco, a giudicare dai <a href="http://intranetblog.blogware.com/blog/_archives/2010/6/3/4544211.html">risultati finali</a> dell'<em><strong>Intranet 2.0 Global Study</strong></em> (525 organizzazioni di ogni dimensione da tutto il mondo).</p>

<p>"...il 47% delle organizzazioni hanno investito da 0 a 10.000 dollari. E mentre la percentuale delle organizzazioni che hanno speso meno di 10.000 dollari è più grande nelle piccole organizzazioni, il 30% delle grandi imprese (con fatturato annuo superiore ai 500 milioni di dollari) hanno speso meno di 10.000 dollari nei social intranet tool".</p>

<p>Vediamo di capirci qualcosa, perché messa così non mi torna del tutto.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Il grafico qui sotto, preso dall'articolo linkato sopra, mostra appunto che il 47% del campione ha speso fino a 10.000 dollari. Ma dice anche che il 26% ha speso tra i 10.000 e i 50.000 dollari e il <strong>27% più di 50.000</strong> dollari. </p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Intranet 2.0 budget for social media.gif" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/06/12/Intranet%202.0%20budget%20for%20social%20media.gif" width="591" height="460" class="mt-image-none" style="" /></span></p>

<p>La legenda recita <em><strong>Intranet 2.0 tools (license e installation)</strong></em>!  <br />
Beh, questa è un'altra cosa. Intanto si parla di <strong>Intranet 2.0 tools</strong> e non di Intranet 2.0: Wordpress è gratuito, lo scarico, lo installo su un server, lo configuro un attimo, lo avvio. Ho speso ZERO in licenza e qualche ora/uomo in installazione per avere un Intranet 2.0 tool. Ma questa NON è una Intranet 2.0, anzi non è nemmeno una intranet!</p>

<p>Fare una intranet, costa. Non è appena una questione di sviluppo, quanto piuttosto di progettazione dell'<strong>architettura delle informazioni</strong> e della <strong>usabilità</strong>; di individuazione delle <strong>funzionalità operative</strong> per i dipendenti.<br />
Progettare una intranet significa raccogliere tutte le esigenze, spesso contrapposte, collocarle in una struttura di contenuti e di navigazione coerente e poi semplificare, semplificare, semplificare... Tutto questo costa! E non sempre riesce alla perfezione.</p>

<p>Non sei convinto? Pensi che questo discorso serva a giustificare l'esistenza dei "consulenti"? Ok, hai letto il resto dell'articolo che ho linkato? Toby Ward racconta il caso di <strong>Ocè</strong> che, in ristrettezza economica a causa della crisi del suo settore (stampanti), nel 2008 ha ridotto il budget dell'intranet a 5.000 dollari. Con questo misero budget ha implementato una soluzione open source gratuita e migliorato il servizio di pubblicazione delle news.</p>

<p>Fantastico, no? No: fino all'anno prima il budget intranet era di 350.000 dollari. L'intranet ce l'avevano già!</p>]]>
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    <title>Intranet: modello concettuale di integrazione </title>
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    <published>2010-06-03T08:20:20Z</published>
    <updated>2010-06-03T08:24:51Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="intranet" />
    
        <category term="strategia" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4663211490/" title="Abstract di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4663211490_c5e84025eb_m.jpg" width="180" height="240" alt="Abstract" hspace="10" vspace="10" align="left" /></a>La questione dell'integrazione / unificazione di due o più intranet si pone soprattutto quando due o più aziende confluiscono sotto un'unica ragione sociale, per effetto di acquisizioni, di fusioni o di altre forme di incorporazione.</p>

<p>Nel guidare la reale<strong> integrazione dei processi e delle persone</strong>, l'unificazione delle intranet e la comunicazione interna sono risorse strategiche per far sì che la nuova direzione dell'azienda sia compresa e condivisa dal maggior numero di dipendenti.</p>

<p>Ma che tipo di architettura intranet occorre adottare, quando è necessario integrare i processi senza accorpare le aziende in una sola realtà societaria?</p>]]>
        <![CDATA[<p>Dopo l'esperienza in Regione Emilia Romagna, dove l'<strong>intranet della Giunta Regionale e </strong>l'intranet <strong>dell'Assemblea Legislativa</strong> sono state integrate in un unico ambiente, ora mi trovo in una situazione diametralmente opposta, nella quale esiste la <strong>necessità di "condividere"</strong> ma <strong>non è possibile "integrare" </strong>gli ambienti di condivisione.</p>

<p>Il contesto: tre aziende, stessa filiera; necessità di condividere processi gestionali  trasversali; due intranet, ostacoli all'unificazione, difficoltà alla realizzazione dell'intranet mancante; assenza, anche a livello aziendale, di un sistema unico di autenticazione.</p>

<p>Il modello che ho proposto è rappresentata qui sotto.</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/06/02/Modello%20concettuale.jpg"><img alt="Modello concettuale.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/assets_c/2010/06/Modello concettuale-thumb-600x448.jpg" width="600" height="448" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Queste le caratteristiche in breve:</p>

<p>1. creazione di una "<strong>Dorsale intranet di filiera</strong>". La Dorsale diventa il luogo di generazione e condivisione delle informazioni sui processi trasversali e di accesso agli applicativi gestionali<br />
2. creazione della terza Intranet e <strong>integrazione con gli applicativi gestionali utilizzati</strong><br />
3. <strong>revisione delle Intranet</strong> aziendali pre-esistenti e integrazione con gli applicativi gestionali utilizzati dalla singola azienda<br />
4. creazione di <strong>meccanismi per la ri-pubblicazione</strong> sulle Intranet aziendali delle informazioni e dei documenti generati sulla Dorsale intranet e nei processi trasversali.</p>

<p>Si ottiene che ogni dipendente della singola azienda mantiene il suo spazio di lavoro Intranet e (se possibile) ha un unico login di accesso all'intranet e alle applicazioni. In questo spazio Intranet trova gli aggiornamenti generati a livello di Dorsale e, se deve interagire su processi trasversali, accede alla Dorsale intranet.<br />
A livello di Dorsale non si ha ripubblicazione di informazioni provenienti dalle Intranet aziendali.</p>

<p>I due temi cruciali di questo disegno sono:<br />
1. il <strong>sistema di autenticazione </strong>- sarebbe utile e molto auspicabile limitare il numero di credenziali che un povero impiegato deve conservare! Oltre al fatto che la crescita incontrollata di sistemi di autenticazione genera un carico di lavoro inutile per l'IT e un rischio sicurezza drammatico per l'Azienda<br />
2. il <strong>sistema di profilazione</strong> - sarebbe utile, se non obbligatorio in alcuni casi, che ciascuno vedesse nella propria Intranet solo le informazioni che gli interessano o alle quali è abilitato ad accedere. Nel primo caso per evitare fenomeni di <em>information overload</em>, nel secondo caso per garantire la riservatezza sulle informazioni.</p>

<p>Quando si risolvessero questi due temi in maniera coordinata per le tre aziende, allora l'unificazione delle intranet sarebbe a un passo.</p>]]>
    </content>
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    <title>Social Intranet; appunti sparsi</title>
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    <published>2010-05-15T13:29:03Z</published>
    <updated>2010-05-17T14:07:40Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="intranet 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4609124020/" title="Ingegneria di un tempo di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1060/4609124020_fbdc8ea5a3_m.jpg" width="180" height="240" alt="Ingegneria di un tempo" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Sono stato recentemente intervistato per un articolo in uscita tra pochi giorni e le domande che mi sono state rivolte mi danno l'occasione di riflettere e  riprendere alcune questioni, in ordine sparso.</p>

<p><strong>1. COS'E' UN'INTRANET</strong>. L'intranet è uno strumento di <strong>governo dell'organizzazione</strong>: non è appena comunicazione interna, né solo uno sportello di servizi per il "dipendente" come la richiesta di ferie, né ancora uno spazio di "socialità" da dopolavoro con il mercatino compro-vendo. L'intranet è tutto questo insieme e molto di più.</p>

<p>a. Raccogliere la <strong>conoscenza aziendale</strong> (quella strutturata nei documenti e quelle destrutturata che viaggia nelle mail) nell'intranet, significa governare e presidiare il patrimonio informativo dell'organizzazione, la seconda ricchezza di un'azienda dopo le persone.</p>

<p>b. Fornire <strong>servizi on-line</strong> alle persone, <strong>integrare i processi di business</strong> nell'intranet, creare cruscotti di monitoraggio sui principali fenomeni aziendali e consentire l'interazione con i sistemi aziendali attraverso l'intranet, significa governare le attività quotidiane dei dipendenti e presidiare il modo secondo il quale esse devono essere svolte.</p>

<p>c. Favorire le <strong>relazioni personali e professionali</strong> tra i dipendenti in modo trasversale - alle funzioni, agli uffici, ai servizi o ai dipartimenti - e favorire la trasmissione di informazioni al di fuori delle logiche gerarchiche significa governare le persone.</p>

<p><strong>2. INTRANET 2.0 E ENTERPRISE 2.0</strong> non sono la stessa cosa. la seconda ha, o gli è stata attribuita, una valenza più esterna all'azienda, rivolta al mercato. In questo senso è anche un po' nebulosa, perché è soggetta a semplificazioni del tipo "sito-blog e un po' di social media". <strong>Intranet 2.0</strong> ha uno spessore diverso, riguarda l'uso di tecnologie 2.0 nelle imprese e apre lo spazio al <strong>cambiamento organizzativo</strong>.</p>

<p><strong>3. LA SOCIAL INTRANET</strong> è quello che avrebbe sempre dovuto essere l'intranet. Per il fatto di essere un ambiente web riservato ai dipendenti, quindi a persone che anche se non si conoscono tutte (come accade nelle grandi multinazionali) hanno in comune il fatto di lavorare per la stessa azienda e di condividerne gli obiettivi e le sorti, l'intranet è un ambiente "sociale. Le tecnologie web 2.0 rappresentano una opportunità per realizzare ciò che tempo fa era solo "immaginabile". </p>

<p>L'<strong>intranet connette le persone</strong> attraverso conoscenza e informazioni condivise, attraverso la cooperazione nei processi aziendali, attraverso la collaborazione che si esprime ad esempio nel far parte di community per famiglia professionale o gruppi di lavoro.</p>

<p><strong>4. IL PASSATO</strong>. Due cose non hanno sino ad ora funzionato: la prima, concepire l'<strong>intranet come un fatto tecnico</strong> e lasciare che fosse l'IT a deciderne o condizionarne le linee di sviluppo; la seconda, concepire l'<strong>intranet come canale di comunicazione top-down</strong> o al massimo come ambiente di comunicazione interna, gestita con lo stesso linguaggio e approccio della comunicazione marketing.<br />
Occorre aggiungere che, sebbene da pochi anni a questa parte abbiamo la tecnologia che ci consente di "realizzare la social intranet", ancora non sembra che le aziende ci stiano investendo in modo significativo: conferma del fatto che l'intranet  non è, prima di tutto, un fatto tecnico.</p>

<p><strong>5. IL FUTURO</strong>. Le discussioni oggi sono centrate sui <strong>media sociali</strong> e l'opportunità, innegabile, che essi rivestono per affermare il brand, fare <strong>marketing</strong> e acquisire clienti. Credo che sia difficile in questo momento spostare l'attenzione verso gli strumenti che possono rendere l'impresa competitiva, agendo dall'interno: ancora per molto tempo la discussione sulle intranet resterà confinata tra gli addetti ai lavori.</p>

<p>Sono solo alcuni appunti, ce ne sarebbe da scriverci un libro.</p>]]>
        
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    <title>Intranet: le community si creano con #hashtag </title>
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    <published>2010-05-04T07:02:48Z</published>
    <updated>2010-05-04T07:12:12Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
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        <category term="intranet 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Questa è proprio interessante: usare gli <a href="http://www.hashtags.org/"><strong>#hashtag</strong></a> per <strong>aggregare le persone</strong>. L'idea in sintesi è riportata nello schema qui sotto (TX <a href="http://www.ambientkm.com/2010/04/forming-organic-online-communities-on.html">Simon Goh</a>).<br />
<img alt="Hashtag_everything.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/05/02/Hashtag_everything.jpg" width="639" height="1474" hspace="10" vspace="10" align="left" />.</p>

<p>Dice Simon:"Questa idea è stata ispirata da un recente progetto di collegare circa 120.000 persone in una <em><a href="http://www.mimulus.it/2010/04/27/social-intranet/">social intranet</a></em>."</p>

<p>L'approccio classico è quello di creare lo spazio per la community cercando di immaginare chi potrebbe parteciparvi, quali funzioni possono supportare al meglio le attività della community e come avviare un gruppo guida che ne assicuri il successo.</p>

<p>L'approccio #hashtag è un modo differente di far nascere la community senza farsi distrarre dal processo tradizionale.</p>

<p>Mah, sarebbe da provare.</p>]]>
        
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    <title>Ning: il modello free non paga</title>
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    <published>2010-04-18T20:53:43Z</published>
    <updated>2010-04-18T21:13:02Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="social" />
    
        <category term="web 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4532595018/" title="Montagnola di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2703/4532595018_e096e97eb1_m.jpg" width="240" height="180" alt="Montagnola" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>C'erano state delle avvisaglie quando un mese fa Gina Bianchini, <a href="http://mashable.com/2010/03/15/ning-ceo-gina-bianchini-stepping-down/">co-fondatrice e CEO di NING</a>, ha lasciato la guida della società a Jason Rosenthal. Dopo un mese passato ad esaminare la situazione della società, venerdì 16 aprile ha dato l'annuncio: <a href="http://blog.ning.com/2010/04/an-update-from-ning.html">NING non offrirà più servizi free</a>.<br />
Tutti gli utenti che fino ad oggi hanno creato e gestito community saranno ricontattati a partire dal 4 maggio e gli sarà offerta l'alternativa tra passare ad un piano a pagamento oppure migrare la community su altre piattaforme. In questo caso riceveranno tutta l'assistenza necessaria per recuperare i contenuti.<br />
 Difficile dire quanti utenti migreranno in altri ambienti, certo è che il modello freemium in questo caso non ha funzionato a dovere.</p>]]>
        
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    <title>Interactions, Engagement &amp; Ecosystems</title>
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    <published>2010-04-17T08:08:03Z</published>
    <updated>2010-04-17T08:09:05Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="enterprise 20" />
    
        <category term="marketing" />
    
        <category term="social" />
    
        <category term="strategia" />
    
        <category term="web 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><img alt="Media Edelman Digital.png" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/04/11/Media%20Edelman%20Digital.png" width="250" height="200" class="mt-image-none" style="" hspace="10" vspace="10" align="left"/>"<em>There are essentially three forms of digital engagement which can often overlap (engagement in a single initiative can include all three types) but each form can tend to dominate the experience. It's important to remember that the type of engagement is contextual to what a participant wants to accomplish.</em>" <a href="http://darmano.typepad.com/logic_emotion/2010/04/engagement.html">David Armano</a>.<br />
In pratica la <strong>relazione digitale</strong> tra persone si svolge su dimensioni differenti, con tipi di contenuto e di funzionalità differenti in base alla situazione.<br />
E' la persona che decide in quale modo entrare in rapporto o mantenere la relazione perché il modo dipende da cosa sta facendo, dove si trova, cosa le interessa in quel momento, se è da sola o in compagnia.<br />
Quale sfida si apre per le aziende che si affacciano o si muovono nel contesto digitale? Capire le esigenze dei suoi clienti e imparare a muoversi a 360°: è un <strong>ecosistema</strong> e non un insieme di canali!<br />
</p>]]>
        
    </content>
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    <title>I fattori di successo del  Web 2.0 nell&apos;impresa</title>
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    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=291" title="I fattori di successo del  Web 2.0 nell'impresa" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2010:/intranetlife//1.291</id>
    
    <published>2010-03-07T16:17:43Z</published>
    <updated>2010-03-07T16:40:17Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="enterprise 20" />
    
        <category term="web 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p>Vi segnalo questa interessante presentazione con la quale <a href="http://www.rossdawsonblog.com/">Ross Dawson</a> ha tenuto il keynote di apertura <a href="https://www-07.ibm.com/events/au/collectiveintelligence/">Collective Intelligence 2010</a> organizzata da IBM a Melbourne pochi giorni orsono.<br />
Sono slide che come sempre servono a guidare un discorso e non a sostituirlo: la vera ricchezza è ascoltare la presentazione.<br />
Tuttavia in alcune slide si colgono spunti interessanti di riflessione e, tra queste la 4 e la 5: a fianco dei <strong>processi operativi</strong> standardizzati si sviluppa un altro strato operativo dell'impresa, quello fatto dalle <strong>relazioni tra le persone</strong>.</p>

<p>Siamo forse abituati a pensare l'organizzazione aziendale come l'insieme dei processi organizzativi (vedi ad esempio i modelli di Gestione per la Qualità di derivazione ISO), mentre è ora di considerare anche i <strong>network di relazioni interne</strong> che spontaneamente si formano e si strutturano in "<strong>processi collaborativi</strong>" veri e propri.</p>

<div style="width:425px" id="__ss_3322839"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/rossdawson/keynote-the-evolution-and-key-success-factors-of-web-20-in-the-enterprise" title="Keynote: The Evolution and Key Success Factors of Web 2.0 in the Enterprise">Keynote: The Evolution and Key Success Factors of Web 2.0 in the Enterprise</a></strong><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ibmcimar2010-dawson-100303022300-phpapp02&rel=0&stripped_title=keynote-the-evolution-and-key-success-factors-of-web-20-in-the-enterprise" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ibmcimar2010-dawson-100303022300-phpapp02&rel=0&stripped_title=keynote-the-evolution-and-key-success-factors-of-web-20-in-the-enterprise" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object><div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/rossdawson">rossdawson</a>.</div></div> ]]>
        
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    <title>Intranet 2.0: cinque passi per pianificare il cambiamento</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/03/intranet_20_cinque_passi_per_p.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=290" title="Intranet 2.0: cinque passi per pianificare il cambiamento" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2010:/intranetlife//1.290</id>
    
    <published>2010-03-02T09:20:45Z</published>
    <updated>2010-03-13T09:46:26Z</updated>
    
    <summary></summary>
    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
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        <category term="cambiamento" />
    
        <category term="governance" />
    
        <category term="intranet 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4399108146/" title="La tonnara di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4049/4399108146_02034ec345_m.jpg" width="180" height="240" alt="La tonnara" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>I <strong>social media</strong> sono strumenti molto semplici e poco costosi e per questo è facile pensare che "funzionino da soli" e che le persone imparino ad utilizzarli in modo efficace in breve tempo. Il loro uso è così immediato da generare il <strong>cambiamento della cultura aziendale</strong> e nelle modalità operative interne. Non è così; prima o poi, spesso molto presto, l'insuccesso diventa evidente!</p>

<p><a href="http://intranetblog.blogware.com/blog/_archives/2010/2/16/4457747.html">Toby Ward</a> suggerisce cinque passi per guidare il cambiamento:</p>

<ul>
	<li>un modello di <strong>intranet governance</strong></li>
	<li>una <strong>politica </strong>per i social media</li>
	<li>il <strong>supporto dei manager</strong></li>
	<li>un <strong>piano di comunicazione</strong></li>
	<li>guidare le <strong>conversazioni</strong>.</li>
</ul>]]>
        
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    <title>Previsioni Gartner per il 2010 e oltre</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/02/previsioni_gartner_per_il_2010.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=289" title="Previsioni Gartner per il 2010 e oltre" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2010:/intranetlife//1.289</id>
    
    <published>2010-02-14T14:34:31Z</published>
    <updated>2010-02-14T15:57:02Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
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        <category term="enterprise 20" />
    
        <category term="governance" />
    
        <category term="intranet" />
    
        <category term="social" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4355834555/" title="Faraglioni di Scopello di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2739/4355834555_51e0937f5e_m.jpg" width="240" height="180" alt="Faraglioni di Scopello" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Ormai si sa. Le <strong>previsioni Gartner</strong> sono molto sfidanti, al limite dell'impossibile e oltre. Però contengono sempre un fondo di verità, se non altro per il fatto che fotografano trend in atto. Poi li proiettano all'infinito, al punto che se uno dovesse fare investimenti sulla base di queste proiezioni andrebbe incontro a una perdita sicura!</p>

<p>E' il caso anche di queste ultime <a href="http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1293114">cinque previsioni sui <em>social software</em> per il 2010 e oltre</a>:</p>

<ol>
	<li>entro il <strong>2014 </strong>i servizi di <strong><em>social networking</em></strong> sostituiranno la mail come principale canale di comunicazione interpersonale per il <strong>20% degli utenti business</strong></li>
	<li>entro il <strong>2012 </strong>circa il <strong>50% delle imprese</strong> useranno strumenti di <em><strong>activity stream</strong></em>, ivi incluso il microblogging; però il microblogging a livello enterprise come strumento stand-alone avrà meno del 5% di penetrazione</li>
	<li>fino al <strong>2012 </strong>falliranno più del <strong>70% delle iniziative sui social media</strong> guidate dai reparti IT</li>
	<li>entro <strong>cinque anni</strong> il <strong>70% delle applicazioni collaborative</strong> disegnate per essere usate sui personal computer saranno rimodellate partendo dalle osservazioni sulla <em>user experience</em> degli utenti di applicazioni collaborative su smartphone </li>
	<li>fino al <strong>2015 </strong>solo il <strong>25% delle imprese</strong> utilizzeranno la <em><strong>social network analysis</strong></em> per migliorare le performance e la produttività.</li>
</ol>

<p>Quali di queste previsioni si avvereranno? Io scommetterei sulla <strong>terza previsione</strong>: come sapete non ho molta fiducia sull'IT come driver e propulsore dell'innovazione! E' ora che la cosiddetta <em><strong>enterprise 2.0</strong></em> entri nelle imprese e che questo ingresso abbia la prospettiva del <strong>business </strong>e dell'<strong>organizzazione</strong> e non quella della tecnologia e della conservazione dello statu quo perché "ci sono problemi tecnici", come sempre!</p>

<p>Tra le altre direi che la quarta è molto verosimile, le altre sono troppo ottimistiche, almeno qui  da noi.</p>]]>
        
    </content>
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    <title>2010: l&apos;anno della Intranet sociale</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/02/2010_lanno_della_intranet_soci.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=288" title="2010: l'anno della Intranet sociale" />
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    <published>2010-02-08T08:05:26Z</published>
    <updated>2010-02-08T08:24:33Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
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        <category term="intranet" />
    
        <category term="intranet 20" />
    
        <category term="social" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><strong>"La tua intranet è 'sociale'? Oppure è antiquata?"</strong></p>

<p>Inizia così il post di <a href="http://www.prescientdigital.com/about-us/team/toby-ward-president-ceo">Toby Ward</a> dello scorso 2 febbraio dal titolo "<a href="http://intranetblog.blogware.com/blog/_archives/2010/2/2/4445033.html">2010: Year of the Social Intranet</a>".</p>

<p>In un sondaggio condotto da Prescient Digital Media lo scorso anno emerge che il <strong>50% delle intranet del mondo occidentale</strong> contengono <strong>funzionalità sociali</strong>, anche se non estese a tutti i dipendenti e in molti casi si tratta solo di esperimenti.<br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/assets_c/2010/02/intranet 2 global survey tools pct-thumb-538x389-thumb-300x216.jpg"><img alt="Thumbnail image for Thumbnail image for intranet 2 global survey tools pct.jpg" src="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/assets_c/2010/02/intranet 2 global survey tools pct-thumb-538x389-thumb-300x216-thumb-350x252.jpg" width="350" height="252" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></a></span></p>

<p>Come sarà la situazione a un anno di distanza? Per saperlo, aspettiamo i risultati della nuova <a href="http://www.zoomerang.com/Survey/WEB22A68BBLLH9">Intranet 2.0 Global Survey 2010</a>".</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Dieci idee per il nuovo decennio</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/02/dieci_idee_per_il_nuovo_decenn.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=287" title="Dieci idee per il nuovo decennio" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2010:/intranetlife//1.287</id>
    
    <published>2010-02-02T09:39:43Z</published>
    <updated>2010-01-30T09:15:42Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="social" />
    
        <category term="strategia" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4315734406/" title="Punto di fuga n.2 di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2765/4315734406_9dbc275420_m.jpg" width="240" height="180" alt="Punto di fuga n.2" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a><blockquote>"The bigger opportunity for clients, we believe, is to identify the global societal and tehcnologucal trends that are reshaping how we think, act and buy - and to pivot them early. Trends today tend to develop more slowly and are harder yo see, allowing clients to take a more thoughtful, thorough and systematic approach." Steve Rubel</blockquote></p>

<p>L'unico modo per sintetizzare questo documento di Edelman dal titolo "<a href="http://www.slideshare.net/darmano/10-ideas-for-the-new-decade">10 Ideas For The New Decade</a>" pubblicato da David Armano su slideshare sarebbe quello di tradurlo integralmente, quindi ve lo lascio da leggere :-)<br />
</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Quale parola può sostituire il termine &quot;Intranet&quot;?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/01/quale_parola_puo_sostituire_il.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=286" title="Quale parola può sostituire il termine &quot;Intranet&quot;?" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2010:/intranetlife//1.286</id>
    
    <published>2010-01-26T11:24:30Z</published>
    <updated>2010-01-25T08:19:03Z</updated>
    
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    <author>
        <name>roberto cobianchi</name>
        
    </author>
    
        <category term="intranet" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4302612299/" title="Sera d'estate di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4030/4302612299_e7cbb292b8_m.jpg" width="180" height="240" alt="Sera d'estate" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Il termine "<strong>Intranet</strong>" non è mai stato molto "accattivante" e spesso ha portato, e porta anche oggi, a fraintedimenti. Il fatto di essere interpretato come "rete di computer" ne oscura il potenziale come "rete di persone" o "<strong>rete per le persone</strong>" che operano nella stessa impresa.</p>

<p>Sarebbe utile trovare una parola o una locuzione più precisa e descrittiva; ma quale? Il termine che ho incontrato più spesso è "<strong>scrivania virtuale</strong>"; non male, se non fosse che la parola "virtuale" mi fa venire in mente qualcosa di non reale...</p>

<p>Ecco alcune proposte raccolte da <a href="http://netjmc.typepad.com/globally_local/">Jane McConnell</a> in una discussione avviata lo scorso anno tra i membri del gruppo <a href="http://www.linkedin.com/groups?home=&gid=1360277&trk=anet_ug_hm&goback=%2Egdr_1264347118437_1">NetJMC & Co su LinkedIn</a> (le lascio in inglese perché in genere funzionano meglio):</p>

<ol>
	<li>Web office </li>
	<li>Online office </li>
	<li>Online interactive workspace </li>
	<li>Online workspace </li>
	<li>Online interactive website </li>
	<li>Online desktop </li>
	<li>Online workplace </li>
	<li>My workplace available anytime anywere </li>
	<li>Employee Connected Office </li>
	<li>Collaborative Employee Workspace </li>
	<li>Mobile workspace </li>
	<li>My deskspace </li>
	<li>Workspace anywhere </li>
	<li>Employee Portal </li>
	<li>Resource and Collaboration Portal </li>
	<li>Communications and information mangement platform / portal </li>
	<li>Workplace Web - getting business done - Together </li>
	<li>Company information, news and collaboration portal </li>
	<li>Workplace Channel </li>
	<li>Communication and Information Channel </li>
	<li>Workplace Connections </li>
	<li>Web Workplace </li>
	<li>My Collective and Personal Workplace </li>
	<li>Adaptive Workplace </li>
	<li>Intranet Portal </li>
	<li>Workbench </li>
	<li>Online-Desktop</li>
</ol> 

<p>Anche qui nulla di interessante... qualche idea?</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Social Networking in Government: Opportunità &amp; Sfide</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/01/social_networking_in_governmen.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=1/entry_id=285" title="Social Networking in Government: Opportunità &amp; Sfide" />
    <id>tag:www.cobianchi.net,2010:/intranetlife//1.285</id>
    
    <published>2010-01-21T15:52:20Z</published>
    <updated>2010-01-21T16:47:40Z</updated>
    
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    </author>
    
        <category term="enterprise 20" />
    
        <category term="organizzazione" />
    
        <category term="social" />
    
        <category term="strategia" />
    
        <category term="web 20" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4293428200/" title="Connessioni di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4019/4293428200_fcd7f017b0_m.jpg" width="240" height="180" alt="Connessioni" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Il <strong>66% delle agenzie governative</strong> utilizzano strumenti di <em><strong>social networking</strong></em> e il 65% di queste ne usano più di uno. Nel <strong>settore pubblico</strong> solo il 29% delle organizzazioni ancora non fa ancora uso di strumenti di <em>social networking</em>, mentre nel <strong>settore privato</strong> la percentuale scende al 15%.</p>

<p>Questo è solo uno dei molti dati interessanti pubblicati recentemente dallo <a href="http://www.hci.org">Human Capital Institute</a> in una ricerca dal titolo "<a href="http://www.hci.org/cfe/library/directories/research">Social Networking in Government: Opportunities & Challenges</a>"</p>

<p>Dove siamo? <strong>Stati Uniti</strong>.</p>

<p><strong>Altro che il nostrano e inutilissimo "<a href="http://www.governo.it/governoinforma/dossier/piano_e_gov_2012//">E-government</a>"!!!</strong></p>]]>
        
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    <title>2010: l&apos;Intranet che verrà</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cobianchi.net/intranetlife/archives/2010/01/2010_lintranet_che_verra.html" />
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    <published>2010-01-16T08:48:17Z</published>
    <updated>2010-01-16T09:35:52Z</updated>
    
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    <author>
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        <category term="intranet 20" />
    
        <category term="strategia" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.cobianchi.net/intranetlife/">
        <![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/intranetlife/4277894615/" title="&quot;...e dove ti aspettano già&quot; di intranetlife, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4070/4277894615_ed6520c7ce_m.jpg" width="180" height="240" alt="&quot;...e dove ti aspettano già&quot;" hspace="10" vspace="10" align="left"/></a>Prevedere il futuro: è il sogno di tutti noi! Ma non è possibile e quindi accontentiamoci di fare previsioni "sensate" leggendo i dati che abbiamo sotto mano.</p>

<p>Per <a href="http://intranetblog.blogware.com/blog/_archives/2010/1/15/4428951.html">Toby Ward</a> il futuro delle Intranet sarà caratterizzato così:<br />
1. continuerà il dominio di <strong>SharePoint</strong><br />
2. IBM diventerà più aggressiva con <strong>WebSphere Portal</strong><br />
3. la presenza dei <em><strong>social media</strong></em> nell'intranet non sarà più un fatto innovativo ma diventerà un <br />
4. (questa è bella non tradotta in italiano!) KISS - <em><strong>Keep It Simple Stupid</strong></em><br />
5. esternalizzare l'intranet sfruttando i servizi di hosting basati sul <em><strong>cloud computing</strong></em><br />
6. il termine "<strong>Portale</strong>" morirà definitivamente.</p>

<p>Sei d'accordo con Toby?</p>]]>
        
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