21.07.08
Futuro prossimo venturo
La notizia è di qualche giorno fa: Swisscom, compagnia svizzera di telecomunicazioni, ha aggiunto a Teamnet, il suo portale per le applicazioni business orientato alla collaborazione, una versione custom di Zoho Business, con Zoho Writer, Sheet, Show, Notebook, Meeting e altri strumenti.
Con questa operazione Swisscom fa una mossa decisa estendendo la sua offerta verso soluzioni SaaS, mentre Zoho consolida il suo Alliance Partner Program, dopo la recente partnership con Baihui, Cina.
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14.07.08
Sogni mancati
A 13 anni dalla prima apparizione del termine "intranet", il panorama medio nei nostri ambienti di lavoro è ancora piuttosto grigio.
Per la prima volta, la parola intranet è apparsa sul numero del 19 aprile 1995 di Digital News & Review, soltanto due anni dopo la "nascita del web". Sono passati 13 anni nei quali, mentre il web ha avuto lo sviluppo che tutti conosciamo, l'intranet ha sempre arrancato dietro grandi speranze raramente realizzate.
Ma da qualche tempo si è affacciata l'Enterprise 2.0: porterà il compimento dei nostri sogni?
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07.07.08
Quanto è blu il tuo oceano?
E' ciò che si legge nella brochure predisposta dal Blue Ocean Strategy Institute come materiale promozionale dell'ormai famosissimo "Blue Ocean Strategy".
E noi, in quale oceano ci muoviamo? Annaspiamo nelle solite situazioni di inefficienza e inefficacia operativa, con i soliti strumenti inutili o fastidiosi, con i soliti preconcetti che "l'ambiente di lavoro è così"? Oppure vogliamo nuotare in uno spazio nel quale si inizia a lavorare insieme, nel quale la competizione è basata sulla qualità delle idee, dove anche il genio nascosto può determinare il futuro?
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06.06.08
Enterprise 2.0: è questione di età?
La domanda è legittima, perché lo stesso Prof. Andrew McAfee scrisse che il successo di un progetto Enterprise 2.0 è in parte legato alla presenza, in azienda, di molte persone giovani.
Ora, il nostro Paese è notoriamente in ritardo di qualche anno sull'adozione delle tecnologie di internet; inoltre, è sempre più un paese di vecchi; e come se non bastasse, i giovani sono sempre più largamente coinvolti in forme di lavoro "flessibili" (leggi: precarie).
Date queste premesse, sembra che in Italia dovremmo attendere ancora parecchio prima di assistere a tentativi di adozione delle tecnologie Enterprise 2.0 nelle imprese.
Eppure...
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30.05.08
Rapporto Enterprise 2.0
Apprendo dal blog di Emanuele Quintarelli che l'AIIM ha pubblicato un report dal titolo Enterprise 2.0: Agile, Emergent, and Integrated.
Il documento indaga non solo lo stato di applicazione dei concetti e delle tecnologie della Enterprise 2.0, ma si spinge ad analizzare le motivazioni, gli impatti, le opportunità e gli ostacoli alla sua diffusione nelle organizzazioni. Nelle otto sezioni che compongono il report il lettore è guidato lungo le diverse prospettive di analisi, giungendo all'ultima pagina pienamente soddisfatto della fatica compiuta (90 pagine in inglese non sono uno scherzo!).
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12.05.08
Le "balle" di Fastweb
Cosa hanno in comune Fastweb e la Enterprise 2.0? NULLA.
Ed ecco perche': Enterprise 2.0 significa relazioni tra persone e tra contenuti, costruite e aggiornate ogni giorno grazie all'accesso diffuso a strumenti intuitivi di facile utilizzo.
In breve, la mia "Odissea Fastweb":
1. il 29 gennaio 2008 ho richiesto il trasloco di un contratto, voce e internet, all'indirizzo del nuovo ufficio. Stando alla carta dei servizi, occorrevano al massimo 30 giorni
2. esattamente 30 giorni dopo, il 29 febbraio, durante un sopralluogo, i tecnici si sono accorti che all'indirizzo di destinazione non era possibile mantenere la tecnologia in fibra ("manca la porta")
3. dopo altri 30 giorni, il 29 marzo, mi hanno chiesto se accettavo il passaggio alla tecnologia DSL. Visto il mestiere che faccio, ho risposto "Si', a questo punto mi basta avere la connessione, di qualsiasi tipo"
4. dopo altri 25 giorni, il 24 aprile, ho scoperto che all'ufficio traslochi non era mai arrivata la conferma del passaggio di tecnologia
5. oggi, 12 maggio, sono ancora senza telefono e senza internet (scrivo questo post grazie al mio vicino Francesco, che molto gentilmente mi presta la sua connessione).
Il punto di contatto e' sempre stato il Call Center. La mia pratica e' piena fitta di solleciti; a detta degli operatori, ogni mio sollecito e' stato indirizzato al "responsabile di zona"; sembra addirittura che l'ufficio traslochi si sia trovato due pratiche, una per la fibra e una per la DSL e, non sapendo cosa fare, ha aspettato (che cosa, non lo so). Ogni persona con cui ho parlato (almeno 30 operatori diversi) mi ha chiesto il numero di cellulare per potermi contattare (ma dove se lo segnavano? sui post-it??); ho ricevuto due telefonate in tre mesi e mezzo ed entrambe per dirmi cose che sapevo gia'.
Nessun operatore del Call Center ha mai saputo dirmi con certezza i tempi necessari per evadere la richiesta di trasloco. Ma soprattutto, nessun operatore ha mai saputo dirmi quali fossero i successivi step della gestione della pratica.
Ho capito che gli attori in gioco sono quattro: il Call Center, l'ufficio traslochi, il responsabile di zona e la societa' di installazione di reti telefoniche urbane. Chi di questi sia un attore reale e chi non lo sia, non e' dato saperlo; quali siano le fasi del processo in cui interviene, quali le sue responsabilita' nel processo, chi e' responsabile della soddisfazione del cliente, se esistono procedure di escalation, nemmeno questo e' dato saperlo.
Tutto cio' e' il contrario esatto di: processi chiari, responsabilita' definite, servizio al cliente, gestione delle anomalie, gestione dei rapporti contrattuali, sistema informativo integrato.
Dunque, ripetiamo: relazioni tra persone, relazioni tra contenuti, costruite e aggiornate ogni giorno, accesso diffuso, strumenti intuitivi.
Fastweb e Enterprise 2.0. C'e' forse maggior distanza tra Polo Nord e Polo Sud?
To be continued...
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02.05.08
Verso la Enterprise 2.0
Interessante questo slideshow pubblicato da Miguel Membrado 5 giorni fa a proposito dell'evoluzione verso la cosiddetta Enterprise 2.0:
Le sue componenti tecnologiche sono: wiki, blog, search, social bookmarking, customized home page, RSS, social networks.
I benefici sono: crescita della produttivita' individuale e di gruppo, competitivita' e innovazione, intelligenza collettiva, fedelta' dei clienti e delle risorse di talento.
Il percorso descritto dallo slideshow e' a dir poco affascinante, ma arrivato all'ultima slide resto "un po' appeso".
Sappiamo benissimo che non e' sufficiente introdurre una tecnologia innovativa per ottenere un cambiamento nell'organizzazione. Sappiamo con certezza che la tecnologia introdotta deve rispondere a urgenze reali dell'organizzazione e deve portare benefici immediati. Sappiamo pure che le persone devono essere preparate al cambiamento e alcune volte spinte ad accettare l'innovazione. Abbiamo capito che occorre uno sponsor interno e alcuni "evangelizzatori".
Quello che non siamo sempre in grado di comprendere e' SE l'organizzazione HA le qualita' giuste per poter cambiare. Quali sono i fattori che devono essere presenti nel tessuto organizzativo? Quali gli elementi che rendono possibile il cambiamento?
Come riconoscere un'organizzazione in cui vale la pena rischiare da quella con cui e' meglio non coinvolgersi? E non e' una domanda retorica...
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30.10.07
Enterprise 2.0: a che punto siamo?
Se ne parla oramai da un anno, da quando il termine fu coniato da Andrew McAfee, professore alla Harvard Business School. Da allora si sono susseguite definizioni, discussioni, post sui blog e sperimentazioni sul campo; sperimentazioni che non hanno coinvolto solo piattaforme come blog e wiki ma che hanno portato, seppur inizialmente, ad una revisione complessiva delle logiche e delle strategie di utilizzo degli ambienti per la diffusione interna delle informazioni, intranet compresa.
Enterprise 2.0 significa relazioni tra persone e tra contenuti, costruite e aggiornate ogni giorno grazie all'accesso diffuso a strumenti intuitivi di facile utilizzo.
Il concetto di fondo e' l'applicazione delle idee del web 2.0 nel posto di lavoro.
Forse e' ora di parlare meno di intranet e piu' di organizzazione di rete. Ma le nostre aziende sono pronte?
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