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13.11.08

Cittadini della rete (parte 2)

Luci nella notte Dopo aver visto, nel post della settimana scorsa, le ragioni per cui oggi c'è un rinnovato interesse verso le "reti sociali", vediamo come prosegue il documento di Peter Bradwell "Network Citizens", diffuso da Demos.

Tracciare le reti sociali degli individui, ad esempio dei dipendenti di un'azienda, sta diventando sempre più importante e significativo. Una persona che si trovi nella parte bassa dell'organigramma aziendale, potrebbe occupare una posizione centrale rispetto a molti insiemi informali di rapporti. Il potere reale di questa persona si nasconde proprio qui, nel grado di centralità che ricopre rispetto alle relazioni sociali.

Dunque, l'analisi della rete sociale può contribuire a rivelare i collegamenti fra i membri della stessa rete - collegamenti che un organigramma, invece, nasconde. Tra gli indicatori su cui si basa l'analisi della rete sociale Bradwell cita:

* Betweenness: misura il limite con cui il "nodo" - una persona, o un'organizzazione - collega persone che altrimenti non sarebbero collegate.
* Grado: misura il numero di connessioni che ha un membro della rete.
* Reciprocità: rivela se il legame tra due elementi della rete sociale è a senso unico o reciproco.
* Forza: la forza di un legame non è sempre un beneficio per le dinamiche della rete sociale; a volte i legami deboli possono essere più favorevoli alla rete stessa. Anche perché i legami molto forti possono andare contro lo scopo di condividere e scambiare idee innovative.

Nel suo report, Bradwell ha tracciato le "mappe di rete" interne a sei diverse aziende. I dati per disegnare queste mappe sono stati raccolti attraverso interviste telefoniche alle persone che vi lavorano, basate su 5 semplici domande:

1. Con chi hai lavorato più strettamente negli ultimi sei mesi?
2. Con chi socializzi di più sul lavoro?
3. Di quali colleghi hai il numero di cellulare?
4. Con chi condividi le idee?
5. Con quali colleghi sei connesso attraverso social network online, come Facebook?

Per elaborare le mappe è stato utilizzato il software UCINET, che ha trasformato le tabelle delle risposte in mappe visive.

Le mappe di rete hanno reso visibili le connessioni sul lavoro. Ma è ciò che si trova dietro e all'esterno delle mappe ad essere particolarmente interessante: correnti invisibili pulsano attraverso le reti e le gerarchie, definendo la qualità dei rapporti e determinando la misura del flusso di informazioni, i modelli di innovazione e l'esperienza lavorativa in azienda.

Dall'analisi delle mappe di rete, Bradwell ha trovato che l'interesse delle aziende verso la propria rete sociale si muove principalmente in tre direzioni. Innanzitutto, la rete sociale cambia il modo di lavorare all'interno dell'azienda, tanto che le organizzazioni oggetto del report stanno prendendo le distanze dal divieto di usare i social network (per esempio Facebook) e incoraggiano fortemente la socializzazione tra i colleghi.

In secondo luogo, le reti cambiano il modo di lavorare all'esterno dell'azienda: le tecnologie di rete mediano sempre più le relazioni tra le organizzazioni, permettendo di sviluppare il business e di collaborare sui progetti.

Infine, le reti hanno effetti tangibili sul core business delle organizzazioni. La comunicazione di tipo tecnologico diventa potenzialmente più efficace, le persone possono lavorare a distanza e i team dislocati in diverse sedi possono collaborare tra loro, mantenere i rapporti e sviluppare nuove idee.

Per le conclusioni dell'indagine di Bradwell, ti do appuntamento al prossimo giovedì.

Pubblicato da francesca fabbri
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