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23.10.08

Facebook & job: case study

Un plaid e un sito Se c'è una cosa, oggi, very cool è parlare di Facebook. E allora ecco il mio terzo post sull'argomento, dopo Quando l'azienda ci mette la Face(book) e Ricevo e pubblico. Ancora su Facebook.

Tanti ne parlano
: in modi diversi e sottolineando vari aspetti. Tanti lo usano: semplicemente per entrare e rimanere in contatto con persone, o in maniera più "evoluta" come supporto al proprio lavoro. Ovviamente, mi interessa molto l'ultima cosa.

Prendiamo ad esempio Luca Conti, che ha più di altri il dono della web-ubiquity (il suo blog personale, il blog di Pandemia) e che, tra le altre cose, scrive su "Social Media Corner" di Nova.

Luca utilizza la funzione "Note" di Facebook come un microblog, dove pubblica video, foto, segnalazioni di eventi e articoli. Stamattina, ancora in pigiama e con la tazza di the tra le mani, ho visto che Luca ha condiviso in una Nota il suo ultimo articolo per "Social Media Corner", guarda caso su Facebook, con un giorno di anticipo rispetto alla pubblicazione - mentre scrivo non è ancora on-line (e consiglio di leggerlo).

Risultato: una pregevole anteprima e una bella serie di commenti che vanno dal ringraziamento per una citazione a suggerimenti di modifiche del testo. Dal punto di vista professionale di giornalista, è come avere, a gratis, una serie di editor e di lettori su cui "testare" la bontà dell'articolo.

Luca ha più di 800 amici. Sono abbastanza certa che siano di vario tipo: dai compagni di baldoria a persone con cui è entrato in contatto per lavoro, dagli ex compagni di classe a utenti che sono interessati, e giustamente, a quello che fa e che scrive.

Ora, per Luca Facebook è un canale aggiuntivo, una specie di cassa di risonanza immediata per le cose che fa e che pubblica. Un'ulteriore modalità di accesso al suo blog, agli eventi a cui partecipa, alla rubrica di Nova. Un altro modo, oltre Twitter, Skype e mille altri, di moltiplicare esponenzialmente sia le sue segnalazioni che le opportunità di contatto e di raggiungere persone.

Perché il cuore è proprio questo: le persone, e, come dice un amico di Luca in un commento, credo che Facebook, proprio per il suo legame al mondo reale, abbia qualche probabilità in più di sopravvivere alla moda rispetto, ad esempio, all'ormai dimenticato Second Life di cui tutti parlavano appena un anno fa. E' la rivincita della "prima" vita sulla "seconda"!.

Ora prova a rispondere a questa domanda: ti sei mai chiesto come potresti usare Facebook per il tuo lavoro?

Io prometto di farci una ragionata, e di raccontarti a breve qualche idea.

Pubblicato da francesca fabbri
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ARGOMENTI: social - web 20 | Tag: - - -
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Commenti

Ciao Giacomo,
non so se ho capito bene quello che hai scritto...
Io sono d’accordo con te, e il mio post non afferma il contrario di quello che tu dici: semplicemente è su un livello diverso. Concordo con te che facebook sia un’applicazione, e non dico che è quella con la L maiuscola. Lo guardo proprio in quanto una tra le applicazioni, per provare a capire come può essere usata nei suoi diversi aspetti.
Scrivendo questo post, avevo in mente – come esempio, tra le altre – una piccola azienda che organizza eventi, fatta da un capo e due collaboratori. E mi sono chiesta, molto banalmente: e se cominciassero a “lanciare” i loro eventi su facebook? Il “Megaparty Facebook Rimini ufficiale” ha, oggi, più di 2.300 iscritti, e nessuno ha speso una lira per fare campagna promozionale: si può provare a portare questo modo d’uso in una piccola azienda? A questa piccola azienda, al contrario di altre, non interessano discorsi “generici” (non nell’accezione negativa del termine) sui social network né sull’intranet, ma piuttosto capire come usare a loro beneficio applicazioni già esistenti. Esistono entrambi i tipi di aziende – sto semplificando molto, concedimelo – e ciò che dici tu, e ciò che dico io, non sono in opposizione, proprio perché qui affronto un argomento diverso.

Ciao!

Scritto da: Francesca il 25.10.08

Scusa Francesca, ma devo proprio dirtelo: la domanda che vorresti che i lettori si facessero è, a mio modo di vedere, una domanda forviante e anche un po' pericolosa (ne ho scritto ampiamente sul mio blog l'altra settimana).

Secondo me se facciamo collassare la logica dei social network su Facebook rischiamo di non cogliere quali siano gli elementi astratti che compongono l'ossatura di ogni social network e che possono essere portati (quelli si) dentro l'azienda.

Ognuno usa FB come vuole: luca conti mette in linea le anteprime degli articoli, Mantellini, si tiene aggiornato sugli eventi eccetera eccetera.
Ma FB resta una "applicazione" di Social network, non l'applicazione con la L maiuscola.

Per inciso: Jane Mc Connell ha abbandonato FB recentemente. Il motivo? Per lei era inutile.
http://netjmc.typepad.com/globally_local/2008/09/i-left-facebook.html

Ciao

Scritto da: giacomo Mason il 24.10.08

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