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11.08.08
"Tu blogghi, egli blogga... e io non bloggo?"
Chi non ha mai detto, almeno una volta nella vita, "L'America è più avanti di noi di 10 anni"? E dunque, perché non provare a trasformare quello che sembra uno svantaggio nel suo opposto, ovvero in qualcosa di utile, vantaggioso e conveniente?
Si tratta di una semplice equazione matematica: l'America è più avanti di noi - è, oggi, quello che sarà il nostro futuro. E allora, andiamogli incontro, al nostro futuro!
Rispetto alla situazione dei blog aziendali, o corporate blog (stranieri, ovviamente, e in particolare americani), un'interessante lettura estiva è stata "Blog in azienda", di Debbie Weil.
Non si tratta della solita tiritera su cosa si dovrebbe o non si dovrebbe fare; o meglio, sì, il cuore del libro è esattamente questo, ma è tutto intessuto di esperienze reali, di persone e di aziende, raccontate anche dalla voce dei protagonisti.
Inoltre l'autrice si mette nei panni di chi, tra mille ansie e paure, sta prendendo in considerazione l'apertura di un blog, e costella il libro di domande e risposte: alcuni capitoli si intitolano "Le venti domande più importanti sui blog aziendali", "Confrontarsi con la paura di bloggare", "Tredici modi d'uso per un blog aziendale", "I CEO dovrebbero bloggare?", e così via. Non dirò che questo libro vi cambierà la vita, ma di certo è una lettura importante per chi voglia sapere da che parte tira il vento, nel mondo del marketing, dell'azienda, delle PR e di ciò che i clienti vogliono o gradiscono.
Detto tra parentesi, l'edizione italiana contiene anche una postfazione in cui si analizza la situazione dei blog aziendali in Italia e si riportano testimonianze-interviste su 4 corporate blog nazionali: Samsung Italia News; il blog della Ducati Desmoblog; Duck Side, blog di Mandarina Duck; Design Conversations, blog di Lago spa.
Ancora una volta, i dati parlano chiaro: in tre anni (dal novembre 2002 a quello del 2005) il numero di blog è passato da 13.000 a più di 20 milioni. E non stiamo parlando di adolescenziali diari online: quell'epoca è finita, informatevi. Così come da un pezzo è iniziata l'epoca del "cerco-tutto-online": le persone non sono altrove ma lì, sulla rete, a informarsi sulle malattie, a scoprire viaggi last minute, a cercare i pareri degli altri utenti e qualsiasi tipo di informazione - anche su aziende, prodotti e servizi.
Ok, direte: "ma io il mio bel sito ce l'ho!" State parlando forse del sito statico, con un po' di paginette su chi siamo, cosa facciamo, schede prodotti o servizi? Dai, non c'è paragone con un blog.
* Il blog è interattivo: gli utenti vogliono parlare, dire la loro, essere ascoltati e ricevere risposte
* Il blog è aggiornato frequentemente: sulle pagine statiche non ci torna nessuno o quasi
* Il blog è trovato con maggior facilità dai motori di ricerca rispetto a un sito statico: preferite essere nelle prime pagine o nella centesima?
Nulla vieta che nel vostro sito statico ci sia spazio anche per un blog.
Le aziende italiane che hanno già lanciato un blog hanno tratto numerosi benefici, tra i quali:
* Una grande visibilità legata alla loro presenza in rete, ovvero dove c'è la gente
* Il consolidamento del rapporto con clienti e stakeholder
* Una maggiore efficacia delle loro attività di marketing.
Tutto ciò a fronte di un costo minimo dal punto di vista tecnologico. Ancora una volta, come ho già detto altrove, non è un problema di tecnologia, ma di contenuti, e di ciò che sta dietro ai contenuti: le persone.
Ora, vi trovate di fronte a due possibilità:
1. restare a guardare l'evoluzione
2. entrare a far parte e contribuire a quella stessa evoluzione.
Siete sicuri di voler ancora restarne fuori? Proprio certi di potervelo permettere?
Per tornare al titolo di questo post: sto cercando persone - top manager, amministratori delegati, piccoli imprenditori... - che si stanno ponendo quella domanda. Se state pensando di aprire un blog, o se volete capire quali vantaggi potrebbe portare a voi e al vostro lavoro, non esitate a contattarmi: francesca at cobianchi dot net.
Non vedo l'ora di studiare con voi le migliori strategie per il vostro blog.
Pubblicato da francesca fabbri
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Commenti
Si potrà cominciare a parlarne quando i dirigenti e i e PMI capiranno che il blog aziendale (come il sito) non sono roba da segretarie ma da ufficio marketing.
Alex
Scritto da: AAA Copywriter il 20.08.08
Bene, e allora adesso si può passare allo step successivo, sempre da sotto l'ombrellone.
Ancora un'altra grande prova di Leo Bellini.
Buone vacanze.
Scritto da: Nicola il 15.08.08
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