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28.07.08

IBM: la prima regione privata di Second Life

RovescioIn aprile IBM ha annunciato che avrebbe ospitato una regione di Second Life sui propri server, ovviamente in modalità riservata ai soli dipendenti.

Così più di 6.000 IBMers hanno creato il loro alter-ego digitale (il cosiddetto avatar) e ora "galleggiano" in un mondo virtuale protetto dagli sguardi di avatar curiosi e sconosciuti...

Ha senso o fa senso?

La joint venture tra IBM e i Linden Labs rappresenta un esperimento di utilizzo come soluzione enterprise della piattaforma su cui è costruito Second Life. Renderla operativa sui server dell'azienda ha evidenti vantaggi in termini di sicurezza, risolvendo uno dei principali problemi che ne hanno frenato gli utilizzi business.

Secondo i piani di IBM i dipendenti potranno muoversi liberamente tra le aree pubbliche di Second Life e le aree private "dietro il firewall".

Se questo è possibile e sicuro, le isole private potranno essere traslocate sui server aziendali e i dipendenti vi potranno "lavorare" scambiandosi informazioni riservate con maggior sicurezza; diventa plausibile integrare l'intranet aziendale (fatta di testi, documenti, dati, immagini, audio, video) con una intranet "virtuale" fatta di avatar che si muovono in sale riunioni virtuali, bar virtuali, emeroteche virtuali e, perché no, sale fitness virtuali. Uno scenario raccapricciante... - in fondo, io sono un Baby Boomer.

Osserviamola da un altro punto di vista. Se l'esperimento ha successo, sarà possibile un domani che un avatar si sposti dal mondo virtuale privato di IBM ed entri nel mondo virtuale di un'altra azienda, rispettando tutti i possibili requisiti di sicurezza.

Potrebbe succedere che l'avatar di un commerciale di IBM fissi un appuntamento con un potenziale cliente e lo vada a trovare nella sua "isola privata"; si incontrino in una sala riunione virtuale, si scambino saluti virtuali, guardino su un grande schermo virtuale una presentazione virtuale che poco prima uno del marketing aveva predisposto... nel frattempo, una segretaria virtuale offrirà loro un caffè virtuale...

E se uscendo nel corridoio virtuale l'avatar del commerciale di IBM incontra l'avatar di un commerciale della concorrenza?

Nel complesso confermo la sensazione di orrore, anche se un articolo apparso su Fortune Magazine nell'ottobre 2007 parla di vantaggi legati ai costi e ai ricavi che dovrebbero essere assicurati dall'uso di Second Life nelle imprese o con finalità business.

Pubblicato da roberto cobianchi
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ARGOMENTI: intranet - social | Tag: -
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