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31.07.08
Web 2.0 Made in Italy: RoadSharing.com
La notizia è di quelle che fanno piacere a una neoblogger come me, che guarda ammirata oltreoceano e, invece, un po' più sconsolata alle coste del Bel Paese.
A Firenze, un gruppo di programmatori ha avuto proprio una bella idea. Quelli della web agency WebDev.it ("Creatività e metodo al vostro servizio") hanno fatto 2+2, o meglio:
TROPPI GAS DI SCARICO + WEB 2.0 = RoadSharing.com
e si sono inventati il sito per l'autostop nell'era digitale.
Pubblicato da francesca fabbri
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28.07.08
IBM: la prima regione privata di Second Life
In aprile IBM ha annunciato che avrebbe ospitato una regione di Second Life sui propri server, ovviamente in modalità riservata ai soli dipendenti.
Così più di 6.000 IBMers hanno creato il loro alter-ego digitale (il cosiddetto avatar) e ora "galleggiano" in un mondo virtuale protetto dagli sguardi di avatar curiosi e sconosciuti...
Ha senso o fa senso?
Pubblicato da roberto cobianchi
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25.07.08
Intrawest: wiki, neve e mattone
Ho scritto più di un anno fa un post su Intrawest Placemaking, società americana che gestisce 11 stazioni sciistiche, che progetta e costruisce villaggi turistici con alloggi extra lusso, con 250 dipendenti in sette uffici in Nord America e in Europa.
Ora ho letto un case study su Cases 2.0 davvero interessante. Riporto alcune "parole chiave":
* Pervasive use
* Reduced Cost
* Attracting and Retaining New Talent
* Uniting a Geographically Dispersed Workforce
* Living Their Core Values
* The Idea That Saved $500,000.
E' sorprendente il coraggio di rischiare oltre quello che già si conosce che hanno alcune (poche) aziende.
Da leggere e rileggere.
Pubblicato da roberto cobianchi
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24.07.08
E' successo anche a te?
E' tempo ormai di vacanza. Ben presto le autostrade si intaseranno, le riviere si affolleranno, le stazioni pure, gli alberghi anche... insomma, tutto questo si respira già nell'aria! Annusa, annusa...
E allora, oggi, spazio all'ironia. Ma con moderazione, s'intende!
Voglio provare a fare, attraverso una specie di "anamnesi", il ritratto dell'azienda, quella con la "a" minuscola, dove la maggior parte di noi lavora, e ritoccarlo un po' - photoshop docet - per farla assomigliare di più alla Signora Azienda, quella in cui tutti vorremmo lavorare o con la quale ci piacerebbe collaborare.
Pubblicato da francesca fabbri
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Hai mai pensato di festeggiare le ferie?
Noi sì!! Sei invitato a trascorrere il pomeriggio di venerdì 1° agosto al VILLAGGIO DELLA SALUTE per una giornata all'insegna del relax termale e una cena nel nome della buona cucina, il tutto "alla romana"!
Per informazioni e per segnalare la tua adesione, manda una mail a: vivaleferie at cobianchi dot net oppure iscriviti all'evento su Upcoming.
Ti aspettiamo!! PS: L'invito NON E' strettamente personale: porta chi vuoi!
Pubblicato da francesca fabbri
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23.07.08
Urlare via mail (3)
Il grassetto è una sottolineatura enfatica di testo, ma può assumere molte sfumature.
Ad esempio: "Come vi spiegavo, io mi posso occupare di un system test ma non di uno user test. Ho verificato che gli utenti esistano e a campione sono entrata con alcuni di loro ma non riesco a verificare che quello che vedono sia corretto. Potreste farlo voi?". In questa mail il condizionale di cortesia "Potreste" è volutamente (e solo) formale. L'uso del grassetto trasforma il tono della domanda in un simil-imperativo: "fatelo voi!". Irritante.
Pubblicato da francesca fabbri
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22.07.08
Urlare via mail (2)
Spesso però si urla anche non volendo. Per esempio, se usate uno di quei software client-server di ultima generazione (nel senso che è l'ultima ancora in vita) che producono stampe decenti solo inserendo testi in maiuscolo, può capitare che scriviate una mail con il Caps Lock attivato, e la vostra mail può suonare ostile anche se la vostra intenzione è del tutto amichevole: "CIAO, TI SBRIGHI A MANDARMI IL FAX ALTRIMENTI FACCIO TARDI!". Casomai il fax è il volantino dell'ultima palestra di grido e il ritardo si riferisce al caffé con le colleghe!
Pubblicato da roberto cobianchi
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21.07.08
Futuro prossimo venturo
La notizia è di qualche giorno fa: Swisscom, compagnia svizzera di telecomunicazioni, ha aggiunto a Teamnet, il suo portale per le applicazioni business orientato alla collaborazione, una versione custom di Zoho Business, con Zoho Writer, Sheet, Show, Notebook, Meeting e altri strumenti.
Con questa operazione Swisscom fa una mossa decisa estendendo la sua offerta verso soluzioni SaaS, mentre Zoho consolida il suo Alliance Partner Program, dopo la recente partnership con Baihui, Cina.
Pubblicato da roberto cobianchi
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18.07.08
Urlare via mail (1)
Come si fa? Semplice, basta che scriviate tutto in maiuscolo, senza punteggiatura e senza "a capo". Se poi volete proprio strafare, non mettete neanche la firma.
Ma se siete davvero alterati con qualcuno, è molto più efficace una mail di questo tipo: "La invito a riprendere immediatamente le attività e in merito alla situazione che si è creata ho convocato una riunione domani mattina alle ore 10 alla quale le suggerisco di NON mancare".
Pubblicato da roberto cobianchi
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17.07.08
Parola d'ordine: Trovabilità
Luca Rosati, esperto di Information Architecture e nostro partner, ha cambiato "casa". In realtà il suo non è un vero e proprio trasloco, ma un recupero in piena regola. Il sito ha modificato la sua struttura interna - la mobilia, oserei dire, cambiandole di posto e aggiungendone di nuova, e si è rivestito di una nuova grafica.
Il risultato è, a mio parere, ottimo.
Pubblicato da francesca fabbri
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16.07.08
Così è troppo!!
Ho ricevuto una mail che si distingue tra le tante. Ho copiato e incollato il testo su un file word, e il risultato è: 5 pagine, 3.220 parole, 18.934 caratteri spazi inclusi!
Dopo le prime 262 parole, ovvero 1.512 caratteri su 20 righe, cosa leggo? "La mia richiesta è che legga bene fino in fondo e senza preclusioni quello che Le ho scritto e poi mi faccia sapere cosa intende fare ma prima legga bene quello che ho scritto". MA SIAMO MATTI???
Pubblicato da roberto cobianchi
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15.07.08
Sconosciuti? No, grazie!
Molte mail sono indirizzate ad alcune persone e inoltrate, per conoscenza, ad altre. L'invio per conoscenza pone, a chi riceve la mail, il problema di capire il perché di ciascun nome; è fastidioso, ma pazienza.
Consiglio: non mettete MAI il nome di una persona sconosciuta alle altre persone in indirizzo, senza spiegare chi è e il motivo della sua inclusione nella lista. Oltre a essere una grave mancanza di rispetto, vi pone nelle condizioni di essere pubblicamente criticati.
Pubblicato da roberto cobianchi
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14.07.08
Sogni mancati
A 13 anni dalla prima apparizione del termine "intranet", il panorama medio nei nostri ambienti di lavoro è ancora piuttosto grigio.
Per la prima volta, la parola intranet è apparsa sul numero del 19 aprile 1995 di Digital News & Review, soltanto due anni dopo la "nascita del web". Sono passati 13 anni nei quali, mentre il web ha avuto lo sviluppo che tutti conosciamo, l'intranet ha sempre arrancato dietro grandi speranze raramente realizzate.
Ma da qualche tempo si è affacciata l'Enterprise 2.0: porterà il compimento dei nostri sogni?
Pubblicato da roberto cobianchi
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11.07.08
L'oggetto della mail (4)
Evitare assolutamente di compilare l'oggetto come se si trattasse del corpo della mail, ovvero: oggetto chilometrico "Tutte le foto dell'area lavoro sono nella cartella Foto Lavoro del server centrale" e testo della mail vuoto. Un oggetto così lungo non viene mostrato per intero nella visualizzazione dell'anteprima, quindi costringe il lettore ad aprire la mail compiendo un clic in più del dovuto. Inoltre, trovarsi di fronte a una mail vuota è davvero irritante!
Pubblicato da francesca fabbri
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10.07.08
Web Community: il rischio del successo
Quando un'organizzazione comincia a valutare il rischio di creare una web community o adottare un'intranet, la prima domanda che si pone è: avrà successo o sto buttando via i miei soldi?
La domanda è giusta e pertinente. Una possibile risposta viene da David Terrar e dal suo intervento all'International Forum on Enterprise 2.0 di Varese (25 giugno 2008).
Pubblicato da francesca fabbri
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09.07.08
Mail e sintassi (1)
Abbiamo sempre meno tempo da dedicare alla lettura delle mail. Ogni complessità stilistica rallenta la lettura e ci complica la vita. La sintassi deve essere semplice, ovvero: poche subordinate e frasi brevi. Quindi no a: "vi invio l'ordine del giorno aggiornato per la riunione di domani, ricordo che chi è responsabile di uno dei punti dell'ordine occorrerebbe che portasse eventuali copie del suo materiale per tutti i partecipanti alla riunione che sono 10".
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08.07.08
L'oggetto della mail (3)
E' altamente sconsigliato inserire nell'oggetto la prima parte della frase che continua, poi, nel testo della mail. Nella lettura della mail, infatti, l'attenzione si concentra inizialmente sull'oggetto o sul testo, e per questo entrambi devono stare in piedi da soli. Quindi no a oggetto: "Puoi cambiare..." e testo: "gli orari del corso che si svolgeranno domani dalle 15 alle 19 e non dalle 14 alle 18?".
Pubblicato da francesca fabbri
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07.07.08
Quanto è blu il tuo oceano?
E' ciò che si legge nella brochure predisposta dal Blue Ocean Strategy Institute come materiale promozionale dell'ormai famosissimo "Blue Ocean Strategy".
E noi, in quale oceano ci muoviamo? Annaspiamo nelle solite situazioni di inefficienza e inefficacia operativa, con i soliti strumenti inutili o fastidiosi, con i soliti preconcetti che "l'ambiente di lavoro è così"? Oppure vogliamo nuotare in uno spazio nel quale si inizia a lavorare insieme, nel quale la competizione è basata sulla qualità delle idee, dove anche il genio nascosto può determinare il futuro?
Pubblicato da roberto cobianchi
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04.07.08
Mail: ma cosa c'è scritto??
Questa mail: "è venuto il tecnico della stampante, indicazione che ci ha lasciato: occorre non spostare il tipo di cassettino avete nelle impostazioni di stampa (deve essere sempre sotto Automatically select) perché se no chiunque di noi lo cambia, cambia anche quello degli altri" è del tutto inutile, perché incomprensibile. Genererà tante domande di chiarimento quanti sono i destinatari, facendo perdere tempo a tutti - anche al mittente.
Pubblicato da francesca fabbri
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03.07.08
Generazione Y: al lavoro!
Ultimamente si fa un gran parlare della Generazione Y, di cui fanno parte i bambini e gli adolescenti di oggi, ovvero gli adulti di domani. Si analizzano le loro caratteristiche sociali e gli aspetti comportamentali, alla ricerca di standard riconoscibili che ci facciano esclamare: "Sei della Generazione Y? Allora sei così, e sicuramente fai cosà".
Io sono fermamente contraria alle generalizzazioni, ma resta il fatto che dare un nome alle cose aiuta a mettere a fuoco un concetto e a comprendere di cosa stiamo parlando.
Pubblicato da francesca fabbri
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02.07.08
L'oggetto della mail (2)
L'oggetto deve essere preciso e specifico, per far capire in un istante il contenuto della vostra mail. Bisogna evitare di essere generici e vaghi o inutilmente prolissi: no a "Allegato", no a "Intanto questo è una relazione di quello che è stato fatto nell'anno 06-07", sì a "Invio verbale riunione 25.6.08".
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01.07.08
L'oggetto della mail (1)
Molte persone hanno l'abitudine di lasciare vuoto l'oggetto delle mail. Ma questo campo è importantissimo, soprattutto per recuperare mail e ritrovare quella giusta sepolta dalle centinaia di mail successive. Inoltre, non compilare l'oggetto vuol dire restare nell'anonimato e nel nebuloso: a fine giornata, la vostra mail verrà dimenticata.
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