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30.05.08

Rapporto Enterprise 2.0

Speriamo beneApprendo dal blog di Emanuele Quintarelli che l'AIIM ha pubblicato un report dal titolo Enterprise 2.0: Agile, Emergent, and Integrated.

Il documento indaga non solo lo stato di applicazione dei concetti e delle tecnologie della Enterprise 2.0, ma si spinge ad analizzare le motivazioni, gli impatti, le opportunità e gli ostacoli alla sua diffusione nelle organizzazioni. Nelle otto sezioni che compongono il report il lettore è guidato lungo le diverse prospettive di analisi, giungendo all'ultima pagina pienamente soddisfatto della fatica compiuta (90 pagine in inglese non sono uno scherzo!).

Tantissimi gli spunti di riflessione presenti nel rapporto; mi limiterò qui solo ad alcune osservazioni.

Innanzitutto colpisce una contraddizione.

Alla domanda "How critical is Enterprise 2.0 to Your Organization's Overall Business Goals and Success?", ben il 44% del campione la indica tra "Imperative" e "Significant": quasi la metà dei 441 intervistati vi ripone grandi attese per il successo dell'impresa nel raggiungere i propri obiettivi di business.
Mentre alla domanda "How well is Enterprise 2.0 understood in your organization?" il 41% ammette di non sapere esattamente di cosa si tratti.

In breve, viene percepito come strategico qualcosa che non si comprende appieno.

Proseguendo nella lettura, si scopre poi un approccio in generale molto tattico piuttosto che strategico: alla domanda "Is implementation of Enterprise 2.0 in your organization driven more by ad hoc usage or strategic?", il 46% riconosce un approccio basato su iniziative puntuali non inserite in un contesto di diffusione strategico. In sostanza, l'adozione di wiki, blog, RSS è il risultato di iniziative localizzate in aree aziendali o in ambiti dai confini temporali ben definiti: il 34% delle applicazioni avviene, infatti, nell'ambito di team di progetto.

Emerge poi che i principali driver sono gli utenti finali e non gli IT manager: segno, questo, che - come accade su internet - anche nelle organizzazioni l'innovazione e il cambiamento nascono dal basso, o almeno, iniziano a nascere dal basso.

Con maggior probabilità di successo e di "permanenza" nel tempo.

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Pubblicato da roberto cobianchi
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ARGOMENTI: enterprise 20 | Tag: -
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