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30.05.08

Rapporto Enterprise 2.0

Speriamo beneApprendo dal blog di Emanuele Quintarelli che l'AIIM ha pubblicato un report dal titolo Enterprise 2.0: Agile, Emergent, and Integrated.

Il documento indaga non solo lo stato di applicazione dei concetti e delle tecnologie della Enterprise 2.0, ma si spinge ad analizzare le motivazioni, gli impatti, le opportunità e gli ostacoli alla sua diffusione nelle organizzazioni. Nelle otto sezioni che compongono il report il lettore è guidato lungo le diverse prospettive di analisi, giungendo all'ultima pagina pienamente soddisfatto della fatica compiuta (90 pagine in inglese non sono uno scherzo!).

Continua ...

Pubblicato da roberto cobianchi
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ARGOMENTI: enterprise 20

20.05.08

EOS Directory

Riflessi d'acquaPiu' di due anni fa, per l'esattezza il 30 gennaio, pubblicai un post dal titolo Soluzioni Open Source per il Content Management.

Nel post segnalavo un white paper sulle soluzioni open source per il content management di Optaros, azienda di Boston con filiali in vari paesi europei.

Da allora sono passati parecchi mesi: molta strada e' stata percorsa sul fronte del software, e in particolare delle tecnologie di internet. Tante soluzioni open source si sono evolute; altre non hanno fatto alcun passo in avanti; altre ancora, invece, sono nate nel frattempo. L'innovazione che va sotto il nome di Web 2.0 ha radicalmente cambiato il panorama delle tecnologie di internet, al punto che si parla anche di Enterprise 2.0.

Quello che fino a non molto tempo fa appariva ancora "artigianale", ora credo si possa definire a pieno titolo "professionale": a parte le stelle del settore, ovvero quelle tecnologie/soluzioni piu' che consolidate e adottate da moltissime aziende a rischi piuttosto contenuti - penso a Linux, MySQL, Apache e altri -, i giorni del "semplice CMS in php" sembrano finiti.

Certo, ci sono ancora i prodotti giovani o appena nati (e Dio voglia che ce ne siano sempre), ma quelli di allora sono, oggi, prodotti stabili, adottati da tante aziende in tutto il mondo e con case study che attestano la loro diffusione e il loro successo.

Queste considerazioni, buttate giu' d'impeto e passibili di molte precisazioni e nota bene, nascono dalla navigazione in lungo e in largo del sito EOS Directory della stessa Optaros: catalogo di software open source con tanto di case study e valutazioni sulla maturita' dei prodotti, un punto di riferimento per tutti coloro che si interessano di queste tematiche.

Aggiungo che tutti i contenuti del sito sono licenziati sotto la Creative Commons Attribution 3.0 License.

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Pubblicato da roberto cobianchi
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ARGOMENTI: applicazioni - open source - recensioni

12.05.08

Le "balle" di Fastweb

Cosa hanno in comune Fastweb e la Enterprise 2.0? NULLA.
Ed ecco perche': Enterprise 2.0 significa relazioni tra persone e tra contenuti, costruite e aggiornate ogni giorno grazie all'accesso diffuso a strumenti intuitivi di facile utilizzo.

In breve, la mia "Odissea Fastweb":

1. il 29 gennaio 2008 ho richiesto il trasloco di un contratto, voce e internet, all'indirizzo del nuovo ufficio. Stando alla carta dei servizi, occorrevano al massimo 30 giorni
2. esattamente 30 giorni dopo, il 29 febbraio, durante un sopralluogo, i tecnici si sono accorti che all'indirizzo di destinazione non era possibile mantenere la tecnologia in fibra ("manca la porta")
3. dopo altri 30 giorni, il 29 marzo, mi hanno chiesto se accettavo il passaggio alla tecnologia DSL. Visto il mestiere che faccio, ho risposto "Si', a questo punto mi basta avere la connessione, di qualsiasi tipo"
4. dopo altri 25 giorni, il 24 aprile, ho scoperto che all'ufficio traslochi non era mai arrivata la conferma del passaggio di tecnologia
5. oggi, 12 maggio, sono ancora senza telefono e senza internet (scrivo questo post grazie al mio vicino Francesco, che molto gentilmente mi presta la sua connessione).

balleIl punto di contatto e' sempre stato il Call Center. La mia pratica e' piena fitta di solleciti; a detta degli operatori, ogni mio sollecito e' stato indirizzato al "responsabile di zona"; sembra addirittura che l'ufficio traslochi si sia trovato due pratiche, una per la fibra e una per la DSL e, non sapendo cosa fare, ha aspettato (che cosa, non lo so). Ogni persona con cui ho parlato (almeno 30 operatori diversi) mi ha chiesto il numero di cellulare per potermi contattare (ma dove se lo segnavano? sui post-it??); ho ricevuto due telefonate in tre mesi e mezzo ed entrambe per dirmi cose che sapevo gia'.

Nessun operatore del Call Center ha mai saputo dirmi con certezza i tempi necessari per evadere la richiesta di trasloco. Ma soprattutto, nessun operatore ha mai saputo dirmi quali fossero i successivi step della gestione della pratica.

Ho capito che gli attori in gioco sono quattro: il Call Center, l'ufficio traslochi, il responsabile di zona e la societa' di installazione di reti telefoniche urbane. Chi di questi sia un attore reale e chi non lo sia, non e' dato saperlo; quali siano le fasi del processo in cui interviene, quali le sue responsabilita' nel processo, chi e' responsabile della soddisfazione del cliente, se esistono procedure di escalation, nemmeno questo e' dato saperlo.

Tutto cio' e' il contrario esatto di: processi chiari, responsabilita' definite, servizio al cliente, gestione delle anomalie, gestione dei rapporti contrattuali, sistema informativo integrato.

Dunque, ripetiamo: relazioni tra persone, relazioni tra contenuti, costruite e aggiornate ogni giorno, accesso diffuso, strumenti intuitivi.

Fastweb e Enterprise 2.0. C'e' forse maggior distanza tra Polo Nord e Polo Sud?

To be continued...

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Pubblicato da roberto cobianchi
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ARGOMENTI: benefici - conoscenza - enterprise 20 - organizzazione

02.05.08

Verso la Enterprise 2.0

Interessante questo slideshow pubblicato da Miguel Membrado 5 giorni fa a proposito dell'evoluzione verso la cosiddetta Enterprise 2.0:

Le sue componenti tecnologiche sono: wiki, blog, search, social bookmarking, customized home page, RSS, social networks.
I benefici sono: crescita della produttivita' individuale e di gruppo, competitivita' e innovazione, intelligenza collettiva, fedelta' dei clienti e delle risorse di talento.
Il percorso descritto dallo slideshow e' a dir poco affascinante, ma arrivato all'ultima slide resto "un po' appeso".

Sappiamo benissimo che non e' sufficiente introdurre una tecnologia innovativa per ottenere un cambiamento nell'organizzazione. Sappiamo con certezza che la tecnologia introdotta deve rispondere a urgenze reali dell'organizzazione e deve portare benefici immediati. Sappiamo pure che le persone devono essere preparate al cambiamento e alcune volte spinte ad accettare l'innovazione. Abbiamo capito che occorre uno sponsor interno e alcuni "evangelizzatori".

Quello che non siamo sempre in grado di comprendere e' SE l'organizzazione HA le qualita' giuste per poter cambiare. Quali sono i fattori che devono essere presenti nel tessuto organizzativo? Quali gli elementi che rendono possibile il cambiamento?

Come riconoscere un'organizzazione in cui vale la pena rischiare da quella con cui e' meglio non coinvolgersi? E non e' una domanda retorica...

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Pubblicato da roberto cobianchi
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