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08.05.05

Tra il dire e il fare...

Dal software alla consulenza

Alla fine del 1996 la Business Unit QCS-Quality Control System (per maggiori dettagli) venne chiusa, e l'azienda mi propose di passare alla consulenza sui Sistemi Qualita', ovvero sulla certificazione ISO 9001. Io non ero per niente contento di questo cambiamento, per varie ragioni: perche' avevo investito 4 anni su quel software, perche' ero diventato responsabile del prodotto, e soprattutto perche' era in quell'ambito che vedevo il mio futuro.

I progetti
Il Cupolone visto da dentro San PietroIl mio primo lavoro in questo nuovo ruolo comincio' nel gennaio 1997: andai in trasferta per 4 mesi a Roma presso la Sogei, partner ICT dell'Amministrazione finanziaria.

Devo dire che quei mesi, come vita da trasfertista, furono molto belli: Roma e' una citta' stupenda, dormivo in un albergo sull'Aventino, tutte le sere andavo a vedere il Cupolone, si mangiava sempre molto bene…
Ma se gia' qualcuno pensa che una trasferta 5 giorni su 5 non sia proprio una passeggiata, aggiungo che: il 27 dicembre 1996, 10 giorni prima di cominciare questo lavoro, avevamo traslocato nella nuova casa; in agosto era nato Riccardo, il mio secondo figlio. Mentre ero a Roma, quindi, mia moglie - che lavorava - si trovava in una casa invasa dagli scatoloni e con due figli, di cui il piu' piccolo stentava a riconoscermi quando tornavo a casa il venerdi' sera.


Dal 1997 al 2000 ho lavorato esclusivamente nell'ambito della certificazione dei Sistemi Qualita': terminato il lavoro in Sogei, ho cominciato a seguire per altri 3 mesi due progetti, uno per la SISPI di Palermo (concessionaria di informatica per la Regione Sicilia) e uno per la Svimservice di Bari, concessionaria per la Puglia. A settimane alterne, stavo 2 giorni a Palermo o a Bari.

Il primo progetto importante e' arrivato nel 1998: un business processes reenginering presso una societa' di leasing di Torino, la Teleleasing. Dopo questa consulenza, ho scritto una metodologia di analisi dei processi aziendali che e' stata registrata e pubblicata.

Ma il consulente cosa fa?
presentazione a un seminario intranetQuando fai consulenza va sempre bene tutto: vai, parli, racconti, dici delle cose... e il cliente deve fare - non tu. Prima del 1997 costruivo un prodotto che doveva funzionare. Nella consulenza, invece, si scrivono documenti word che di fatto vanno sempre bene: non c'e' un prodotto che deve funzionare. Fai presentazioni in PowerPoint, infili dei concetti uno dietro l'altro, e una volta che hai un po' di raziocinio e di filo logico, sei a posto.

Nuovi scenari
Il vero cambiamento arrivo' nel 2000, quando l'azienda per cui lavoravo si lancio' su nuovi scenari: internet, intranet e sistemi di gestione dei contenuti.

Il paradosso e' che io, personalmente, sono arrivato a internet e intranet non passando dal software: non ero un programmatore cobol che ha scoperto java. Non ci sono arrivato dal lato tecnico, ma dal lato dell'organizzazione - perche' quando ho cominciato a dedicarmi alle intranet, avevo capito cosa significa "organizzazione" e "processo aziendale". E ho visto nell'intranet l'opportunita' di cambiare l'organizzazione aziendale. A quel punto l'allora amministratore delegato della societa' mi ha preso a lavorare con se', e insieme abbiamo definito l'approccio dell'azienda alla costruzione delle intranet. Da questa collaborazione sono nate l'intranet di Cartasi' e di Unicredito, Intranetfiles (progetto col Politecnico di Milano, MIP) e i progetti di intranet assesment in Inva, Banca Imi, Italtel...

Col senno di poi posso dire che quando, nel 1996, l'azienda chiuse la BU QCS, anche se io non ero contento in realta' mi ha fatto un favore, perche' da quel momento ho cominciato un cammino professionale completamente diverso da quello che avevo immaginato per me e che mi ha dato molte soddisfazioni. Una rotta nuova, che perseguo tuttora.

Ricordate la favola dell'uccellino raccontata da Terence Hill in "Il mio nome e' Nessuno?". Per chi non se la ricordasse, eccola:

"Questo uccellino non sapeva ancora volare.
Durante l'inverno in una notte fredda ruzzola giu' dal nido e finisce sul sentiero.
Comincia a gridare "piiio piiio piiio" come una matto e sta per morire di freddo ma, fortuna per lui, ecco che arriva una vacca. Lo vede e pensa di scaldarlo.
E cosi' alza la coda e, plash!, una margherita bella e fumante, grossa cosi'.
L'uccellino al caldo e' tutto contento. Tira fuori il capino e rincomincia "pipiiio pipiiio pipiiio pipiiio" piu' forte di prima.
Un vecchio coyote lo sente e arriva di corsa, allunga una zampa e lo tira fuori dalla cacca.
Lo pulisce ben benino e poi... lo ingoia in un solo boccone".

La morale di questa favola e':
"Non sempre chi ti mette nella merda lo fa per farti del male, e non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa per farti del bene."


Dal 2005 sono libero professionista e l'azienda per cui lavoravo non esiste piu'.

Pubblicato da roberto cobianchi
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Commenti

Vedo con piacere che hai ampliato il tuo profilo, con una bella serie di post. Questo e' stupendo: ottima la morale alla Terence Hill! Me ne ricordero'

Scritto da: francesca il 12.11.07

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