Home | Sono ancora sotto giuramento »
04.05.05
Giuro di dire la verità, tutta la verità, soltanto la verità
La mia tesi di laurea
Mi perdonino coloro che già sanno, ma la precisazione è d'obbligo per chi è approdato all'informatica dopo di me, perché non pensi che ciò di cui parlo non riguarda il pianeta Terra.
Era il 1984, anno che compare nel titolo di un famoso romanzo di Orwell ambientato nel futuro. L'anno in cui uscirono C'era una volta in America, Non ci resta che piangere, Amadeus, Ghostbusters, Dune, Indiana Jones e il tempio maledetto, Terminator, Footloose, Karate Kid, La signora in rosso, il primo episodio di Scuola di polizia...
L'anno della definitiva consacrazione degli U2, dell'uscita di Borrn in the U.S.A. di Bruce Springsteen, di Like a Virgin di Madonna, di Purple rain di Prince. La canzone più gettonata alla radio era I just called to say I love you di Stevie Wonder.
Il 1984 è anche l'anno del trasferimento di Maradona al Napoli.
Per gli appassionati di informatica, il 22 gennaio del 1984 la Apple presenta il primo computer della serie Macintosh, il primo computer per uso familiare che utilizza un'interfaccia grafica e un mouse.
Ecco: in quello stesso anno io ero un ragazzo di quasi 24 anni alle prese con la tesi di laurea. Facoltà: Scienze MM FF NN. Corso di Laurea: Matematica. Indirizzo: applicativo. Materia: Analisi numerica. Oggetto: Snark77, un sistema software sperimentale per la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC).
Snark77 conteneva più di 15 algoritmi differenti per simulare l'azione di raggi X. Lo scopo della tesi era quello di capire quale algoritmo riproducesse più fedelmente un dato iniziale - l'immagine che rappresentava un cervello con corpi tumorali.
Io costruivo il dato iniziale inserendo centinaia di numeri; il risultato dell'elaborazione era una serie infinita di tabelle di numeri, una sorta di antesignano di Matrix. Il programma simulava l'azione dei raggi X, ovvero la lettura del cervello da diversi punti di vista, e poi ne rielaborava l'immagine con l'uso di uno degli algoritmi, allo scopo di trovare quello più preciso nella ricostruzione. Il tutto veniva stampato su modulo continuo a 132 colonne: 
chili di carta che mi hanno invaso l'appartamento, un numero talmente grande di fogli che mi sono bastati, come block notes, per i successivi cinque anni...
Tutto ciò non è sufficientemente strano? Allora sappiate che sono stato il primo a utilizzare i terminali video all'Istituto di Matematica. Fino al giorno prima, i programmi si scrivevano solo sulle schede perforate (e se anche questo vi sembra poco, guardate l'immagine):

Ci ho messo quattro mesi per far funzionare il programma, che proprio non ne voleva sapere: andava sempre in errore, e io riguardavo tutte quelle migliaia di numeri per capire dove fosse il problema.
Il programma ha funzionato per la prima volta a sette giorni esatti dalla discussione della tesi.
(continua)
Pubblicato da roberto cobianchi
Segnala questo post
| Permalink
|
|
|
ARGOMENTI:
|

