15.06.10
Quanto costa una Intranet 2.0
Anche poco, a giudicare dai risultati finali dell'Intranet 2.0 Global Study (525 organizzazioni di ogni dimensione da tutto il mondo).
"...il 47% delle organizzazioni hanno investito da 0 a 10.000 dollari. E mentre la percentuale delle organizzazioni che hanno speso meno di 10.000 dollari è più grande nelle piccole organizzazioni, il 30% delle grandi imprese (con fatturato annuo superiore ai 500 milioni di dollari) hanno speso meno di 10.000 dollari nei social intranet tool".
Vediamo di capirci qualcosa, perché messa così non mi torna del tutto.
Pubblicato da roberto cobianchi
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03.06.10
Intranet: modello concettuale di integrazione
La questione dell'integrazione / unificazione di due o più intranet si pone soprattutto quando due o più aziende confluiscono sotto un'unica ragione sociale, per effetto di acquisizioni, di fusioni o di altre forme di incorporazione.
Nel guidare la reale integrazione dei processi e delle persone, l'unificazione delle intranet e la comunicazione interna sono risorse strategiche per far sì che la nuova direzione dell'azienda sia compresa e condivisa dal maggior numero di dipendenti.
Ma che tipo di architettura intranet occorre adottare, quando è necessario integrare i processi senza accorpare le aziende in una sola realtà societaria?
Pubblicato da roberto cobianchi
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15.05.10
Social Intranet; appunti sparsi
Sono stato recentemente intervistato per un articolo in uscita tra pochi giorni e le domande che mi sono state rivolte mi danno l'occasione di riflettere e riprendere alcune questioni, in ordine sparso.
1. COS'E' UN'INTRANET. L'intranet è uno strumento di governo dell'organizzazione: non è appena comunicazione interna, né solo uno sportello di servizi per il "dipendente" come la richiesta di ferie, né ancora uno spazio di "socialità" da dopolavoro con il mercatino compro-vendo. L'intranet è tutto questo insieme e molto di più.
a. Raccogliere la conoscenza aziendale (quella strutturata nei documenti e quelle destrutturata che viaggia nelle mail) nell'intranet, significa governare e presidiare il patrimonio informativo dell'organizzazione, la seconda ricchezza di un'azienda dopo le persone.
b. Fornire servizi on-line alle persone, integrare i processi di business nell'intranet, creare cruscotti di monitoraggio sui principali fenomeni aziendali e consentire l'interazione con i sistemi aziendali attraverso l'intranet, significa governare le attività quotidiane dei dipendenti e presidiare il modo secondo il quale esse devono essere svolte.
c. Favorire le relazioni personali e professionali tra i dipendenti in modo trasversale - alle funzioni, agli uffici, ai servizi o ai dipartimenti - e favorire la trasmissione di informazioni al di fuori delle logiche gerarchiche significa governare le persone.
2. INTRANET 2.0 E ENTERPRISE 2.0 non sono la stessa cosa. la seconda ha, o gli è stata attribuita, una valenza più esterna all'azienda, rivolta al mercato. In questo senso è anche un po' nebulosa, perché è soggetta a semplificazioni del tipo "sito-blog e un po' di social media". Intranet 2.0 ha uno spessore diverso, riguarda l'uso di tecnologie 2.0 nelle imprese e apre lo spazio al cambiamento organizzativo.
3. LA SOCIAL INTRANET è quello che avrebbe sempre dovuto essere l'intranet. Per il fatto di essere un ambiente web riservato ai dipendenti, quindi a persone che anche se non si conoscono tutte (come accade nelle grandi multinazionali) hanno in comune il fatto di lavorare per la stessa azienda e di condividerne gli obiettivi e le sorti, l'intranet è un ambiente "sociale. Le tecnologie web 2.0 rappresentano una opportunità per realizzare ciò che tempo fa era solo "immaginabile".
L'intranet connette le persone attraverso conoscenza e informazioni condivise, attraverso la cooperazione nei processi aziendali, attraverso la collaborazione che si esprime ad esempio nel far parte di community per famiglia professionale o gruppi di lavoro.
4. IL PASSATO. Due cose non hanno sino ad ora funzionato: la prima, concepire l'intranet come un fatto tecnico e lasciare che fosse l'IT a deciderne o condizionarne le linee di sviluppo; la seconda, concepire l'intranet come canale di comunicazione top-down o al massimo come ambiente di comunicazione interna, gestita con lo stesso linguaggio e approccio della comunicazione marketing.
Occorre aggiungere che, sebbene da pochi anni a questa parte abbiamo la tecnologia che ci consente di "realizzare la social intranet", ancora non sembra che le aziende ci stiano investendo in modo significativo: conferma del fatto che l'intranet non è, prima di tutto, un fatto tecnico.
5. IL FUTURO. Le discussioni oggi sono centrate sui media sociali e l'opportunità, innegabile, che essi rivestono per affermare il brand, fare marketing e acquisire clienti. Credo che sia difficile in questo momento spostare l'attenzione verso gli strumenti che possono rendere l'impresa competitiva, agendo dall'interno: ancora per molto tempo la discussione sulle intranet resterà confinata tra gli addetti ai lavori.
Sono solo alcuni appunti, ce ne sarebbe da scriverci un libro.
Pubblicato da roberto cobianchi
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04.05.10
Intranet: le community si creano con #hashtag
Questa è proprio interessante: usare gli #hashtag per aggregare le persone. L'idea in sintesi è riportata nello schema qui sotto (TX Simon Goh).
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Dice Simon:"Questa idea è stata ispirata da un recente progetto di collegare circa 120.000 persone in una social intranet."
L'approccio classico è quello di creare lo spazio per la community cercando di immaginare chi potrebbe parteciparvi, quali funzioni possono supportare al meglio le attività della community e come avviare un gruppo guida che ne assicuri il successo.
L'approccio #hashtag è un modo differente di far nascere la community senza farsi distrarre dal processo tradizionale.
Mah, sarebbe da provare.
Pubblicato da roberto cobianchi
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18.04.10
Ning: il modello free non paga
C'erano state delle avvisaglie quando un mese fa Gina Bianchini, co-fondatrice e CEO di NING, ha lasciato la guida della società a Jason Rosenthal. Dopo un mese passato ad esaminare la situazione della società, venerdì 16 aprile ha dato l'annuncio: NING non offrirà più servizi free.
Tutti gli utenti che fino ad oggi hanno creato e gestito community saranno ricontattati a partire dal 4 maggio e gli sarà offerta l'alternativa tra passare ad un piano a pagamento oppure migrare la community su altre piattaforme. In questo caso riceveranno tutta l'assistenza necessaria per recuperare i contenuti.
Difficile dire quanti utenti migreranno in altri ambienti, certo è che il modello freemium in questo caso non ha funzionato a dovere.
Pubblicato da roberto cobianchi
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17.04.10
Interactions, Engagement & Ecosystems
"There are essentially three forms of digital engagement which can often overlap (engagement in a single initiative can include all three types) but each form can tend to dominate the experience. It's important to remember that the type of engagement is contextual to what a participant wants to accomplish." David Armano.
In pratica la relazione digitale tra persone si svolge su dimensioni differenti, con tipi di contenuto e di funzionalità differenti in base alla situazione.
E' la persona che decide in quale modo entrare in rapporto o mantenere la relazione perché il modo dipende da cosa sta facendo, dove si trova, cosa le interessa in quel momento, se è da sola o in compagnia.
Quale sfida si apre per le aziende che si affacciano o si muovono nel contesto digitale? Capire le esigenze dei suoi clienti e imparare a muoversi a 360°: è un ecosistema e non un insieme di canali!
Pubblicato da roberto cobianchi
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07.03.10
I fattori di successo del Web 2.0 nell'impresa
Vi segnalo questa interessante presentazione con la quale Ross Dawson ha tenuto il keynote di apertura Collective Intelligence 2010 organizzata da IBM a Melbourne pochi giorni orsono.
Sono slide che come sempre servono a guidare un discorso e non a sostituirlo: la vera ricchezza è ascoltare la presentazione.
Tuttavia in alcune slide si colgono spunti interessanti di riflessione e, tra queste la 4 e la 5: a fianco dei processi operativi standardizzati si sviluppa un altro strato operativo dell'impresa, quello fatto dalle relazioni tra le persone.
Siamo forse abituati a pensare l'organizzazione aziendale come l'insieme dei processi organizzativi (vedi ad esempio i modelli di Gestione per la Qualità di derivazione ISO), mentre è ora di considerare anche i network di relazioni interne che spontaneamente si formano e si strutturano in "processi collaborativi" veri e propri.
Pubblicato da roberto cobianchi
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02.03.10
Intranet 2.0: cinque passi per pianificare il cambiamento
I social media sono strumenti molto semplici e poco costosi e per questo è facile pensare che "funzionino da soli" e che le persone imparino ad utilizzarli in modo efficace in breve tempo. Il loro uso è così immediato da generare il cambiamento della cultura aziendale e nelle modalità operative interne. Non è così; prima o poi, spesso molto presto, l'insuccesso diventa evidente!
Toby Ward suggerisce cinque passi per guidare il cambiamento:
- un modello di intranet governance
- una politica per i social media
- il supporto dei manager
- un piano di comunicazione
- guidare le conversazioni.
Pubblicato da roberto cobianchi
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14.02.10
Previsioni Gartner per il 2010 e oltre
Ormai si sa. Le previsioni Gartner sono molto sfidanti, al limite dell'impossibile e oltre. Però contengono sempre un fondo di verità, se non altro per il fatto che fotografano trend in atto. Poi li proiettano all'infinito, al punto che se uno dovesse fare investimenti sulla base di queste proiezioni andrebbe incontro a una perdita sicura!
E' il caso anche di queste ultime cinque previsioni sui social software per il 2010 e oltre:
- entro il 2014 i servizi di social networking sostituiranno la mail come principale canale di comunicazione interpersonale per il 20% degli utenti business
- entro il 2012 circa il 50% delle imprese useranno strumenti di activity stream, ivi incluso il microblogging; però il microblogging a livello enterprise come strumento stand-alone avrà meno del 5% di penetrazione
- fino al 2012 falliranno più del 70% delle iniziative sui social media guidate dai reparti IT
- entro cinque anni il 70% delle applicazioni collaborative disegnate per essere usate sui personal computer saranno rimodellate partendo dalle osservazioni sulla user experience degli utenti di applicazioni collaborative su smartphone
- fino al 2015 solo il 25% delle imprese utilizzeranno la social network analysis per migliorare le performance e la produttività.
Quali di queste previsioni si avvereranno? Io scommetterei sulla terza previsione: come sapete non ho molta fiducia sull'IT come driver e propulsore dell'innovazione! E' ora che la cosiddetta enterprise 2.0 entri nelle imprese e che questo ingresso abbia la prospettiva del business e dell'organizzazione e non quella della tecnologia e della conservazione dello statu quo perché "ci sono problemi tecnici", come sempre!
Tra le altre direi che la quarta è molto verosimile, le altre sono troppo ottimistiche, almeno qui da noi.
Pubblicato da roberto cobianchi
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08.02.10
2010: l'anno della Intranet sociale
"La tua intranet è 'sociale'? Oppure è antiquata?"
Inizia così il post di Toby Ward dello scorso 2 febbraio dal titolo "2010: Year of the Social Intranet".
In un sondaggio condotto da Prescient Digital Media lo scorso anno emerge che il 50% delle intranet del mondo occidentale contengono funzionalità sociali, anche se non estese a tutti i dipendenti e in molti casi si tratta solo di esperimenti.
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Come sarà la situazione a un anno di distanza? Per saperlo, aspettiamo i risultati della nuova Intranet 2.0 Global Survey 2010".
Pubblicato da roberto cobianchi
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