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05.03.11

Si cambia casa...

Dopo qualche mese di sosta riprendo le pubblicazioni su Intranetlife. Però cambio indirizzo e piattaforma uniformando tutti i miei siti su Wordpress.

Tutte le iscrizioni a feed e newsletter restano valide. A breve cambierà anche la newsletter.

Questo blog, che ho aperto a maggio 2005 non sapendo neanche scrivere, resta come archivio, anche se gli articoli dei primi mesi sarebbero da buttare!

Ci vediamo sul nuovo blog, www.cobianchi.net.

Pubblicato da roberto cobianchi
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01.11.10

Intranet come piattaforma?

Serata danzanteScrivo poco su questo blog per tre motivi, il primo è che ne seguo altri tre (si è aggiunto ora Foursquare Italia), il secondo è che i miei interessi, personali e professionali, si stanno allargando verso altre tematiche e ho sempre meno tempo per leggere, il terzo è che mi capita di rado di incontrare qualcosa di veramente nuovo sul tema Intranet.
Oggi finalmente sono inciampato in un post molto interessante della "solita" Jane McConnell (solita perché è una delle poche voci interessanti su questi temi).
Nel post dal titolo "Platform, an actionable metaphor for the intranet" propone la metafora dell'"intranet come piattaforma" come mezzo per spiegare ai manager cosa sia un'intranet.

Quoto e vi rimando al suo post:

From communication platform...

"We achieved greater interest by positioning it as the key communications platform to deliver strategic and business messages."
"They are driving their messages onto the platform."

...to business platform

"They're now starting to see the benefits and potential of the intranet as a platform on which we can base all future internal web tools."
When the intranet became our production platform for collaboration senior management were naturally involved.

Pubblicato da roberto cobianchi
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19.10.10

Peter Wals sul ciclo di vita dell'intranet

CattedralePeter Walsh non scrive spesso su proprio blog, ma quando scrive è uno spettacolo. Da segnalare, se già non lo avete letto, l'ultimo post dello scorso 3 ottobre dal titolo "Boom and bust - the intranet life cycle".

Tra le altre cose interessanti che scrive vi segnalo questa che segue:

"What are the key factors in keeping an intranet sustainable?
* Establish what the intranet is for. Where intranets try to be everything to everyone with limited resources they are ensuring their own failure
* Be realistic in what you can do. Doing a few key things really well is always better than doing a lot of things badly
* Establish a road map for continuous improvement for your intranet using approaches such as kaizen
* Always look to the long term and avoid short term gains that cannot be sustained
* Manage content centrally
* Adopt the lean intranet philosophy"

Pubblicato da roberto cobianchi
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01.09.10

Riflessione sulla Social Intranet

Cattedrale di NotoCome ho già fatto sul blog Mimulus, anche qui è ora di riprendere le pubblicazioni. La 4sqconf è stata un gran successo, ma non ci si può adagiare sugli allori: come quella famosa gazzella in Africa, ogni mattina è meglio cominciare a correre.
Approfitto del post Social Intranet che ho ripubblicato su blog di Casaleggio Associati, per aggiungere qui una considerazione: il cuore della "intranet sociale" è, udite udite, la Rubrica!

Continua...

Pubblicato da roberto cobianchi
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15.06.10

Quanto costa una Intranet 2.0

C'era una voltaAnche poco, a giudicare dai risultati finali dell'Intranet 2.0 Global Study (525 organizzazioni di ogni dimensione da tutto il mondo).

"...il 47% delle organizzazioni hanno investito da 0 a 10.000 dollari. E mentre la percentuale delle organizzazioni che hanno speso meno di 10.000 dollari è più grande nelle piccole organizzazioni, il 30% delle grandi imprese (con fatturato annuo superiore ai 500 milioni di dollari) hanno speso meno di 10.000 dollari nei social intranet tool".

Vediamo di capirci qualcosa, perché messa così non mi torna del tutto.

Continua...

Pubblicato da roberto cobianchi
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03.06.10

Intranet: modello concettuale di integrazione

AbstractLa questione dell'integrazione / unificazione di due o più intranet si pone soprattutto quando due o più aziende confluiscono sotto un'unica ragione sociale, per effetto di acquisizioni, di fusioni o di altre forme di incorporazione.

Nel guidare la reale integrazione dei processi e delle persone, l'unificazione delle intranet e la comunicazione interna sono risorse strategiche per far sì che la nuova direzione dell'azienda sia compresa e condivisa dal maggior numero di dipendenti.

Ma che tipo di architettura intranet occorre adottare, quando è necessario integrare i processi senza accorpare le aziende in una sola realtà societaria?

Continua...

Pubblicato da roberto cobianchi
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15.05.10

Social Intranet; appunti sparsi

Ingegneria di un tempoSono stato recentemente intervistato per un articolo in uscita tra pochi giorni e le domande che mi sono state rivolte mi danno l'occasione di riflettere e riprendere alcune questioni, in ordine sparso.

1. COS'E' UN'INTRANET. L'intranet è uno strumento di governo dell'organizzazione: non è appena comunicazione interna, né solo uno sportello di servizi per il "dipendente" come la richiesta di ferie, né ancora uno spazio di "socialità" da dopolavoro con il mercatino compro-vendo. L'intranet è tutto questo insieme e molto di più.

a. Raccogliere la conoscenza aziendale (quella strutturata nei documenti e quelle destrutturata che viaggia nelle mail) nell'intranet, significa governare e presidiare il patrimonio informativo dell'organizzazione, la seconda ricchezza di un'azienda dopo le persone.

b. Fornire servizi on-line alle persone, integrare i processi di business nell'intranet, creare cruscotti di monitoraggio sui principali fenomeni aziendali e consentire l'interazione con i sistemi aziendali attraverso l'intranet, significa governare le attività quotidiane dei dipendenti e presidiare il modo secondo il quale esse devono essere svolte.

c. Favorire le relazioni personali e professionali tra i dipendenti in modo trasversale - alle funzioni, agli uffici, ai servizi o ai dipartimenti - e favorire la trasmissione di informazioni al di fuori delle logiche gerarchiche significa governare le persone.

2. INTRANET 2.0 E ENTERPRISE 2.0 non sono la stessa cosa. la seconda ha, o gli è stata attribuita, una valenza più esterna all'azienda, rivolta al mercato. In questo senso è anche un po' nebulosa, perché è soggetta a semplificazioni del tipo "sito-blog e un po' di social media". Intranet 2.0 ha uno spessore diverso, riguarda l'uso di tecnologie 2.0 nelle imprese e apre lo spazio al cambiamento organizzativo.

3. LA SOCIAL INTRANET è quello che avrebbe sempre dovuto essere l'intranet. Per il fatto di essere un ambiente web riservato ai dipendenti, quindi a persone che anche se non si conoscono tutte (come accade nelle grandi multinazionali) hanno in comune il fatto di lavorare per la stessa azienda e di condividerne gli obiettivi e le sorti, l'intranet è un ambiente "sociale. Le tecnologie web 2.0 rappresentano una opportunità per realizzare ciò che tempo fa era solo "immaginabile".

L'intranet connette le persone attraverso conoscenza e informazioni condivise, attraverso la cooperazione nei processi aziendali, attraverso la collaborazione che si esprime ad esempio nel far parte di community per famiglia professionale o gruppi di lavoro.

4. IL PASSATO. Due cose non hanno sino ad ora funzionato: la prima, concepire l'intranet come un fatto tecnico e lasciare che fosse l'IT a deciderne o condizionarne le linee di sviluppo; la seconda, concepire l'intranet come canale di comunicazione top-down o al massimo come ambiente di comunicazione interna, gestita con lo stesso linguaggio e approccio della comunicazione marketing.
Occorre aggiungere che, sebbene da pochi anni a questa parte abbiamo la tecnologia che ci consente di "realizzare la social intranet", ancora non sembra che le aziende ci stiano investendo in modo significativo: conferma del fatto che l'intranet non è, prima di tutto, un fatto tecnico.

5. IL FUTURO. Le discussioni oggi sono centrate sui media sociali e l'opportunità, innegabile, che essi rivestono per affermare il brand, fare marketing e acquisire clienti. Credo che sia difficile in questo momento spostare l'attenzione verso gli strumenti che possono rendere l'impresa competitiva, agendo dall'interno: ancora per molto tempo la discussione sulle intranet resterà confinata tra gli addetti ai lavori.

Sono solo alcuni appunti, ce ne sarebbe da scriverci un libro.

Pubblicato da roberto cobianchi
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04.05.10

Intranet: le community si creano con #hashtag

Questa è proprio interessante: usare gli #hashtag per aggregare le persone. L'idea in sintesi è riportata nello schema qui sotto (TX Simon Goh).
Hashtag_everything.jpg.

Dice Simon:"Questa idea è stata ispirata da un recente progetto di collegare circa 120.000 persone in una social intranet."

L'approccio classico è quello di creare lo spazio per la community cercando di immaginare chi potrebbe parteciparvi, quali funzioni possono supportare al meglio le attività della community e come avviare un gruppo guida che ne assicuri il successo.

L'approccio #hashtag è un modo differente di far nascere la community senza farsi distrarre dal processo tradizionale.

Mah, sarebbe da provare.

Pubblicato da roberto cobianchi
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18.04.10

Ning: il modello free non paga

MontagnolaC'erano state delle avvisaglie quando un mese fa Gina Bianchini, co-fondatrice e CEO di NING, ha lasciato la guida della società a Jason Rosenthal. Dopo un mese passato ad esaminare la situazione della società, venerdì 16 aprile ha dato l'annuncio: NING non offrirà più servizi free.
Tutti gli utenti che fino ad oggi hanno creato e gestito community saranno ricontattati a partire dal 4 maggio e gli sarà offerta l'alternativa tra passare ad un piano a pagamento oppure migrare la community su altre piattaforme. In questo caso riceveranno tutta l'assistenza necessaria per recuperare i contenuti.
Difficile dire quanti utenti migreranno in altri ambienti, certo è che il modello freemium in questo caso non ha funzionato a dovere.

Pubblicato da roberto cobianchi
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17.04.10

Interactions, Engagement & Ecosystems

Media Edelman Digital.png"There are essentially three forms of digital engagement which can often overlap (engagement in a single initiative can include all three types) but each form can tend to dominate the experience. It's important to remember that the type of engagement is contextual to what a participant wants to accomplish." David Armano.
In pratica la relazione digitale tra persone si svolge su dimensioni differenti, con tipi di contenuto e di funzionalità differenti in base alla situazione.
E' la persona che decide in quale modo entrare in rapporto o mantenere la relazione perché il modo dipende da cosa sta facendo, dove si trova, cosa le interessa in quel momento, se è da sola o in compagnia.
Quale sfida si apre per le aziende che si affacciano o si muovono nel contesto digitale? Capire le esigenze dei suoi clienti e imparare a muoversi a 360°: è un ecosistema e non un insieme di canali!

Pubblicato da roberto cobianchi
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